Melbourne

Melbourne

lunedì 9 febbraio 2015

GIORNO 3 - DAL VICTORIA AL SOUTH AUSTRALIA

GIORNO: 06/02/15
STATO: VICTORIA-SOUTH AUSTRALIA 
KM GIORNALIERI: 558 
PARTITI DA: Green lake rest area 
ARRIVATI A: Currency Creek 


La prima destinazione di oggi è Naracoorte, una cittadina appena oltre il confine tra il Victoria e il South Australia. 
A Naracoorte ci siamo presi una tregua dal caldo, andando a visitare delle grotte; più precisamente si tratta delle Wet Caves. Queste fanno parte di un complesso di grotte molto più vasto, che però richiede ovviamente tempo ma anche un tour specifico con accompagnatore e attrezzatura, per addentrarsi verso l’interno più profondo. Le Wet Caves possono essere visitate anche senza guida; in realtà sono delle normalissime grotte che troviamo anche in Italia, ma una visita non costa nulla. Anzi, 15 $. Compreso nel biglietto c’è anche una mostra di fossili, che spiega appunto in che modo queste cavità ne siano piene. Milioni di anni fa, le grotte avevano una forma tale da essere una trappola per tantissimi animali, che cadendo giù, non erano più in grado di uscirne. Si tratta di animali per il 50% estinti, ma comunque varie specie di marsupiali o mammiferi in generale. La tappa successiva è quella del pranzo, a Kingston S.E.. Il posto è davvero carino: un caravan park con bagni, doccia esterna, barbecue, tavoli e la possibilità di stare pure durante la notte, tutto gratis. Kingston is trova sul mare e dista circa 300 km da Adelaide; sarebbe bello farsi un tuffo in acqua, ma meglio proseguire per non finire come i giorni precedenti, guidando dopo il tramonto. Lungo la strada verso Adelaide, incontriamo anche un’aragosta gigante; in tutto il territorio australiano sono sparpagliate le cosiddette ‘’Big Things’’, le ‘’Grandi Cose’’ appunto. 
The giant lobster - Kingston S.E.
Ogni stato presenta delle giganti riproduzioni di oggetti e/o alimenti, così per accentuare ancora di più le americanate e le manie di grandezza… In ogni caso, proseguendo lungo la litoranea, ci siamo fermati in una spiaggia, dopo che un cartello ‘’Granities’’ ha attirato la nostra attenzione. In realtà non erano altro che delle rocce di granito nell’acqua, ma il paesaggio circostante era molto carino e ci ha ricordato tantissimo la Sardegna. Flora identica alla macchia mediterranea, spiaggia lunga con sabbia finissima e acqua cristallina. Come se non bastasse, per non rovinare la media di incontri di italiani, abbiamo incontrato una famiglia di Genova che però risiede da 6 anni a Byron Bay. Chiacchierata veloce, un buon viaggio reciproco e di nuovo su quei benedetti sedili dell’ancora anonimo van. 

Coorong National Park
Abbiamo quindi continuato a percorrere la strada che attraversa il Coorong National Park lungo la costa, lunghissimi rettilinei, traffico quasi nullo, da una parte e dall’altra distese aride di sale e sabbia e sulla sinistra, oltre le dune che lo nascondono, l’oceano. 
Abbiamo quindi deviato verso ovest e, dopo aver attraversato un fiume a bordo di una chiatta tra le canne e i pellicani, e percorso gli ultimi 50km tra le sterminate wineries del South Australia, ci siamo diretti verso il luogo scelto per la notte, una rest area a Currency Creek. Luogo carino, altri due van con due coppie francesi e una station wagon con 5 tedeschi a bordo.

GIORNO 2 - ATTRAVERSO I GRAMPIANS

GIORNO: 05/02/15
STATO: VICTORIA

KM GIORNALIERI: 280
PARTITI DA: KILLARNEY
ARRIVATI A: GREEN LAKE REST AREA


Sveglia presto (ma neanche tanto) e alle 8:40 si riparte dal campeggio. Dobbiamo iniziare a ridurre i tempi delle colazione e di preparazione, per fare in modo di risparmiare una bella manciata di minuti. La meta principale della giornata saranno i Grampians, ma prima abbiamo deciso di dare uno sguardo alle Byaduk Caves. Si tratta di due (o più) grotte di origine vulcanica, formate quindi da alcuni punti di fuoriuscita della lava. A distanza di centinaia di migliaia di anni, ciò che rimangono sono appunto dei grandi buchi ricoperti di vegetazione e massi caduti. E’ strano come, passando nel terreno di fianco le grotte, ci si possa accorgere della cavità sottostante, semplicemente passeggiando o ancor di più battendo il piede sulla terra. Qualche scatto fotografico, 20 minuti di relax nel totale silenzio della campagna e di nuovo si va al posto di guida per proseguire il tragitto. 
The Balconies
La prossima tappa è Halls Gap, siamo già sull’enorme parco dei Grampians, e ci fermiamo qua per il pranzo. Senza fatica troviamo un parco dotato di acqua potabile, bagni, barbecue e tavoli, tutto rigorosamente gratuito, pulito e nuovo. A farci compagnia ci sono tanti tipi di uccelli: i Magpie, i Sulphur-crested coockatoo, i Laughing Kookaburra e le immancabili papere. Dopo pranzo ripartiamo per inoltrarci ancora di più nei Grampians; la prima tappa è al ‘’Boroka lookout’’, un panorama che permette di osservare un enorme pezzo del parco, ovviamente dall’alto. La presenza di troppi alberi neri, ma allo stesso tempo già rinvigoriti, ci ha destato il sospetto di un precedente incendio. Andando poi a controllare su internet abbiamo scoperto che nel 2006 il 47% del Grampians National Park è incendiato; l’area bruciata è enorme, se si considera che il parco ha un totale di 167200 ettari. Proseguendo lungo le strade interne al parco, si possono trovare innumerevoli viste panoramiche; abbiamo scelto di fermarci in due: Balconies e Reed Lookout
McKenzie Falls
Anche qua siamo riusciti a beccare due italiani! Tempo di una chiacchierata, breve racconto delle proprie esperienze e siamo di nuovo sul van, per andare a vedere le MacKenzie Falls sempre comunque all’interno del parco nazionale. Siamo arrivati alle cascate che già è tardi; sono le 17:00 e in teoria non dovremmo viaggiare dopo il tramonto e il campeggio che abbiamo scelto è lontano 2 ore. Decidiamo comunque di non rinunciare alle cascate e col senno di poi, abbiamo fatto bene! Ci sono vari percorsi per vedere le cascate, quelli in alto per vederli nella loro interezza e quelli in basso, per andare proprio nell’acqua. Prima siamo andati nel lookout per osservare dall’alto, con un percorso di 2 km e mezzo tra andata e ritorno. Poi invece siamo scesi giù, per altri 2 km a/r compresi però di circa 270 scalini ripidi e a volte umidicci. Le cascate sono davvero belle, anche se non nel pieno della loro attività. La base è davvero suggestiva e rilassante, con il rumore dell’acqua che sbatte e poi del fiume che scorre. Prima di percorrere il percorso in salita, ci siamo concessi di bagnare almeno i piedi nell’acqua fresca. E’ tardi da far paura. Sono le 7 e mezza e ormai dobbiamo trovare un posto più vicino per dormire. Ci allontaniamo dalle cascate e proseguiamo verso Nord-Ovest in direzione area di sosta e così com’è pieno di cartelli di pericolo canguri, è anche pieno di canguri
Tramonto al Green Lake
Ora gli occhi di entrambi sono concentrati ai lati delle strade per prevenire incidenti con i canguri che se ne stanno ai bordi delle strade. Ne abbiamo visti a decine. 20:30, siamo alla Green Lake rest area. Bagni, acqua non potabile, barbecue gratuiti, tavoli e bidoni per l’immondizia. Vista spettacolare del lago e tramonto mozzafiato. 
Ci assestiamo, ci mangiamo due panini e ci chiudiamo nel van rigorosamente con le zanzariere fissate, data l’enorme presenza di ragni sugli alberi.

GIORNO 1 - LA PARTENZA

GIORNO: 04/02/15
STATO: VICTORIA
KM GIORNALIERI: 432
PARTITI DA: MELBOURNE
ARRIVATI A: KILLARNEY


La prima giornata di viaggio non è iniziata nel modo previsto! Infatti la sveglia è suonata presto non per partire in direzione Great Ocean Road, bensì in direzione meccanico. Ieri sera il van ha deciso di farci gli scherzetto, non accendendosi più. Arrivati dal meccanico però, come capita quando si va dal medico, il problema è sparito, infatti il meccanico. l’ha accesa senza problemi. La tanto attesa diagnosi è arrivata: accendevamo il van nel modo sbagliato, ossia tiravamo l’aria quando non necessario e peggioravamo l’accensione. In ogni caso, dopo la figuraccia all’officina e dopo esserci alleggeriti da un peso gigante, siamo partiti ufficialmente anche se con due ore di ritardo! Per fortuna la Great Ocean Road l’avevamo già vista e quindi ci siamo potuti fermare in meno posti, dando ovviamente priorità a quelli non ancora visti. Prima tappa, un bel panino a Torquay per ricaricarci dopo solo un centinaio di km (ancora dobbiamo abituarci). Il secondo step invece ci ha portati di nuovo dal koala e dai pappagalli, non me ne sazierò mai!
Dopo aver cazzeggiato con loro e fotografato un (ancora una volta) koala assonnato , siamo partiti alla volta dell’ Otway national park.
Otway National Park
Essendo un parco enorme, ci siamo accontentati di vederne solo una minuscola parte, anche perchè girarlo tutto significherebbe concedergli 5 o 6 giorni e avere una preparazione fisica notevole. Così abbiamo fatto una sola passeggiata tracciata, di un km. Come assaggio di quello che sicuramente offre il parco, è stato sufficiente: aria fresca e pulita, suoni naturali dell’acqua e degli uccelli, pochissima gente. Quello che ci ha colpito di più però è stata l’altezza maestosa degli alberi: tronchi di un paio di metri di diametro e alti tanto da fare fatica a vedere la chioma. Alberi con i tronchi talmente grandi da poterci entrare all’interno e starci in piedi… Il tempo di scorgere fin troppe ragnatele e di fare qualche foto, che già però ne siamo fuori. E tempo mezz’ora siamo anche fuori dal parco, perchè ci aspettano troppi km da fare prima del tramonto per arrivare all’alloggio per la notte. Quando a dicembre siamo andati sulla Great Ocean Road, ci siamo fatti sfuggire la visita al faro di Cape Otway e allora questa volta abbiamo deciso di andarci; in realtà il tragitto ha ribaltato la situazione, insieme anche alla scoperta che il faro richiedeva un biglietto di 10$ a testa e sarebbe chiuso 20 minuti dopo il nostro arrivo. 

Così è successo che: il faro non l’abbiamo visto per i motivi detti, ma in compenso siamo stati ripagati con la vista di parecchi koala selvatici, lungo il tragitto appunto verso il faro. Quelli che più ci rimarranno impressi saranno mamma koala con il cucciolo (finalmente svegli) che mangiucchiano foglie di eucalipto e si arrampicano giocando lungo i rami, con due occhi dolci e passivi allo stesso tempo, noncuranti dei visitatori che li fotografano e ne ammirano le doti di equilibrio. Ma per sfidarne le doti di mimetizzazione, ci siamo spostati negli alberi vicini, facendo a gara a chi riuscisse a trovarne altri, nei rami più disparati. In ogni caso, vedere così tanti koala ma sopratutto vedere quanto se ne trovino anche vicino alle strade, ci ha incoraggiati a fare attenzione durante la guida per eventuali attraversamenti e quindi dare più ascolto ai cartelli (che non sono li solo per essere fotografati). Sta di fatto che è ancora il turno di Gabry (100 km a testa) e siamo nuovamente in viaggio. Abbiamo deciso di dare solo un’occhiata veloce ai 12 Apostoli, già visti a dicembre, e di concedere invece una visita a due diverse rocce sul mare:’’The Arch’’ e ‘’London Bridge’’. 
London Bridge
La bassa temperatura di ieri e il poco tempo a disposizione prima del tramonto però ci hanno costretti a fare una veloce visita, giusto per qualche foto. ‘’The Arch’’ è un arco appunto, scavato dall’erosione dell’acqua su una roccia-isolotto davanti alla spiaggia; ‘’London Bridge’’ era invece un tempo un’insenatura rocciosa che presentava due archi, uno dei quali è però crollato, lasciando l’altro a formare una roccia simile a quella del ‘’The Arch’’. Sono le 7 di sera e in perfetto ritardo ci dirigiamo verso un campeggio dopo Warrnabool, precisamente a Killarney. Come sappiamo, non è il caso di viaggiare quando sta facendo buio, e a confermarcelo sono state le campagne al lato della strada, colme di mandrie di mucche, greggi di pecore e decine e decine di canguri. Alle 8:30 siamo in campeggio: una bella doccia calda, un piatto di pasta al sugo, il tempo di fare il letto che già siamo sotto le coperte. Sistemare le foto e scrivere il blog diventeranno la routine di ogni sera.


giovedì 29 gennaio 2015

KOALA - Great Ocean Road

Canon 600D + Sigma 17-50@50mm, 1/400 sec, f/2.8, ISO100


Comportamento

Il koala passa quasi tutta la vita sugli alberi di eucalipto. Verso sera, inizia il proprio pasto composto di foglioline e gemme di eucalipto, consumandone abitualmente circa mezzo kg al giorno. Trascorre il resto del tempo sonnecchiando, incuneato saldamente nella biforcazione di un ramo. Occasionalmente scende a terra per cambiare albero o per favorire la digestione inghiottendo terra, corteccia e sassolini. Il koala rimane immobile per 18-19 ore al giorno, gran parte delle quali passate dormendo. Essi devono il loro caratteristico profumo balsamico agli eucalipti . Gli oli essenziali che si trovano su tali alberi ne impregnano il morbido pelo, fungendo da protezione contro i parassiti.


Curiosità

Nonostante l'aspetto piacevole e il comportamento docile, il koala non è un animale da compagnia. È impossibile da addomesticare, e non ha confidenza con l'uomo. Inoltre, in Australia trattenere un koala come animale domestico è illegale.
Il koala è uno dei pochissimi mammiferi, al di là dei primati, che sia dotato di impronte digitali. Le impronte digitali del koala sono sorprendentemente simili a quelle umane, e la struttura delle creste sull'epidermide delle mani del koala, anche al microscopio elettronico, risulta sostanzialmente indistinguibile da quella dei primati.

mercoledì 28 gennaio 2015

COME ORGANIZZARE UN VIAGGIO (PARTE 2)-IL TRAGITTO

Quando si ha in mente di fare un grande viaggio, ci si perde tra mille decisioni. Il problema diventa ancora più grande quando si cerca di girare una terra così grande come l'Australia. I soliti problemi di tempo ma sopratutto di budget, non fanno che obbligarci a delle scelte e a scartare tante ipotesi.  La prima cosa che bisogna pensare infatti è: Quanto tempo ho a disposizione? Quanti soldi?
Da subito a malincuore abbiamo rinunciato a fare il vero e proprio giro del Paese. Girare interamente l'Australia, credo richiederebbe almeno 3 o 4 mesi per una visita superficiale; a volte non ci si rende conto, ma il territorio australiano è circa 26 volte quello italiano!
Partendo dall'idea di avere solo un mese a disposizione, ci siamo orientati sul visitare solamente la metà a destra dello Stato, ossia fare un giro in senso orario (o antiorario), passando comunque per tutta la costa orientale e quindi all'interno tagliando l'Australia in due metà quasi uguali. Inizialmente il percorso che avevamo in mente, prevedeva il giro in senso antiorario: da Melbourne a Sydney, quindi verso Nord passando lungo la costa, fino ad arrivare a Cairns; dopodiché, dirigerci nuovamente verso ovest, verso il Northern Territory e poi di nuovo verso Sud, attraversando il deserto, tagliando in due l'Australia e arrivando nuovamente a Melbourne 30 giorni dopo. Tempo un mese, le idee sono totalmente cambiate. Il viaggio come effettivamente verrà fatto, si può dire sia totalmente l'opposto! Innanzitutto abbiamo rivalutato i tempi; avendo infatti molto più tempo a disposizione a causa di enormi decisioni che abbiamo preso (di cui si parlerà prossimamente), i giorni a disposizione sono passati da 30 a 45. Questo ci ha permesso di aggiungere al nostro percorso una tratta che precedentemente avevamo dovuto escludere con rammarico: Darwin. Nel giro degli ultimi mesi abbiamo poi deciso di fare il viaggio non più in senso anti orario ma bensì in senso orario. La scelta è stata tutt'altro che casuale: in questo modo attraverseremo il deserto nella prima parte di viaggio e sarà vantaggioso perchè potremmo percorrere questo pezzo più velocemente (meno attrazioni in programma) e concedere più tempo alla costa orientale, che di per sé avrebbe bisogno di due mesi di viaggio. La parte del deserto sarà anche quella meno confortevole dal punto di vista dell'alloggio per la notte, della frequenza delle stazioni di servizio e dei prezzi del carburante, del clima. Diciamo che il viaggio in questo modo va in un certo senso ''in discesa'' dal punto di vista delle difficoltà e dei disagi. Ufficialmente il percorso sarà: MELBOURNE - ADELAIDE - ALICE SPRINGS - DARWIN - CAIRNS - BRISBANE - SYDNEY - CANBERRA - MELBOURNE
Ovviamente non è possibile calcolare ogni spostamento, ma sicuramente avere una traccia generale, aiuta a star dentro con i tempi e a non ''perdersi'' tra le cose da vedere. Un calcolo approssimativo dei km che faremo, considerando ovviamente spostamenti imprevisti, strade sbagliate o cambi di programma, prevede circa 15000 km. In ordine, attraverseremo: il Victoria, il South Australia, il Northern Territory, il Queensland, il New South Wales e l'Australian Capital Territory. Il viaggio escluderà totalmente il Western Australia, che da solo occupa un terzo del continente australiano. E' vero che ci perderemo Perth e tutta la costa occidentale, consapevoli siano magnifici, ma proprio è impossibile includerli!
Per farci cogliere il meno possibile dagli imprevisti (da alcuni saremmo considerati eccessivi, da altri semplicemente prudenti), ci siamo letti svariati forum su consigli di viaggio in Australia. Tutti sono accomunati dai seguenti avvertimenti:
-viaggiare solamente alla luce del sole, per evitare di avere incidenti con gli animali selvatici;
-avere sempre scorte di carburante perchè si rischia di non incontrare una stazione di servizio anche per 200-300 km;
-non inoltrarsi in strade laterali, poco conosciute o poco trafficate;
-avvertire sempre qualcuno dei propri spostamenti in modo da essere facilmente rintracciabili per ogni evenienza;
-fare attenzione agli animali, sia di terra che di mare!;
-avere sempre scorte di cibo e sopratutto di acqua;
Aggiungo anche che, nel caso di viaggi lunghi come questo, qualsiasi sia il territorio, bisogna riposarsi periodicamente e quindi evitare di guidare per troppe ore di fila. Abbiamo risolto questo problema, decidendo di alternarci alla guida e in aggiunta dividendo i km totali in maniera tale che siano in media 300 per giorno. Ovviamente trattandosi di una media, ci saranno giorni in cui ne faremo 0 (per esempio quando soggiorneremo nelle città e gireremo con i mezzi pubblici) e giorni in cui ne faremo anche 700 (attraversando il deserto). In generale però, percorrendo i km giornalieri per metà la mattina e per metà la sera e alternandoci alla guida, non dovremo risentire tanto della pesantezza del viaggio. In ogni caso, scelto il tragitto, scelto l'orientamento, scelta la data di partenza e quella di ritorno, ci è rimasto solamente da decidere cosa andare a vedere in 5 milioni di km2. Certo, il nostro percorso nel calpesterà molti di meno, si faceva solo per esagerare, ma rimane pur sempre vero che non potremo vedere tutto (non in un mese e mezzo) e che dovremo fare delle scelte per quanto riguarda le attrazioni. Ed è vero anche che questo non si può decidere già da ora ma che si vedrà man mano nel viaggio. Per ora però, diciamo che abbiamo stilato una top 5 di posti a cui non vogliamo rinunciare e che ahimè ci porteranno via gran parte del budget! Quello che sappiamo di sicuro è che andremo a vedere Uluru, il famoso massiccio roccioso dell'outback australiano; sarà sicuramente tappa del viaggio il parco nazionale di Kakadu a Darwin; faremo di certo un'immersione nella grande barriera corallina in Queensland, un tour nella foresta pluviale a Cairns e un giro al largo della Gold Coast. Tutto il resto, si vedrà pian piano. Anche perchè ho come la sensazione che avremo il tempo per sfogliare guide e brochure (indispensabili). A questo proposito, bisogna fare un accenno al materiale consigliato per il viaggio. A mio parere, in cima alla classifica c'è l'applicazione per smartphone ''Wikicamps'', che ci salverà la vita. E' un'applicazione in continuo aggiornamento dalle persone che la usano, che indica tutti i posti possibili in cui fare sosta, dormire o solamente utilizzare i servizi, i quali si possono filtrare in tutta la cartina del territorio. Per esempio, se voglio visualizzare solamente le docce, con il filtro doccia l'applicazione mostrerà tutte le docce presenti in Australia; oppure posso selezionare i campeggi gratuiti, o quelli che hanno anche la corrente, o ancora i bagni o i distributori di benzina. Tutto insomma.
Questa app, integrata con i libri, ci permetterà di non lasciare niente al caso e di riuscire a scegliere sempre i posteggi gratuiti o comunque molto economici, ma sopratutto di scoprire in anticipo dove troveremo dell'acqua potabile o un posto per darci una rinfrescata o ogni servizio di cui abbiamo necessità. Il quaderno che si vede nella foto invece, contiene tutti gli appunti del viaggio, come per esempio le tappe giornaliere e le attrazioni di ogni stato in cui passeremo. Servirà anche ad appuntarci le spese e perchè no, i km percorsi e altre curiosità che poi scriveremo nel blog. Poi c'è Camp 7, un bellissimo libro gentilmente prestato dal nostro coinquilino Joel, che contiene tutti i campeggi che vanno dai 0 ai 24 dollari a notte descritti dettagliatamente; in più le cartine stradali dettagliate di tutti gli stati australiani. Ancora una volta, la carta batte la tecnologia ;).
Adesso che il viaggio è organizzato il più possibile, non ci resta che sistemare le ultime cose nel van, fare gli ultimi acquisti e finire di svuotare la stanza. Ancora sei lunghissimi giorni e si parte! Domani è programmato il controllo del van, per assicurarci di non partire senza olio o ancor peggio senza freni... I giorni seguenti saranno invece una cena dopo l'altra per salutare un po' di gente... e martedì, la vigilia, a letto presto perchè è  facile fare i km con il pennarello sulla cartina, ma mercoledì dovremmo iniziare a farli per davvero!! 


mercoledì 14 gennaio 2015

Gem Pier - Williamstown

Canon 600D + EF-S 55/250 IS II @187mm, 1/15", f/14, ISO 100

Williamstown è un sobborgo della città di Melbourne, situato a 8 km a sud-ovest dal centro del CBD (=Central Business District). La vista della città dal molo è molto caratteristica.

Williamstown is a suburb of Melbourne, 8 km south-west of Melbourne's central business district.
Scenic views of Melbourne's city skyline can be enjoyed from Gem Pier.


COME ORGANIZZARE UN VIAGGIO (PARTE 1) - COMPRARE UN VAN

Il viaggio dentro al viaggio. Così lo si potrebbe anche definire. Di certo, quando ci è venuto in mente di partire in Australia, l'idea era anche quella di girarla. E' anche vero che pensavamo che la suddivisione dell'anno sarebbe stata diversa tra lavoro e vacanza. Siamo arrivati qua il 2 aprile e secondo noi avremmo viaggiato già da Agosto. Poveri illusi! Passato agosto, abbiamo fatto un nuovo contratto per la stanza in affitto di altri 4 mesi, convinti di partire a fine dicembre. Così non è stato! Ma ora ci siamo davvero, è la volta buona! Finalmente la data è certa: il 4 febbraio inizia il nostro viaggio all'interno del viaggio. Innanzitutto c'è da dire che l'organizzazione dello stesso, è dettata da vari fattori: il primo è quello economico. Ma anche gli altri sono rilevanti, come per esempio il tempo a disposizione, l'obbligo che il viaggio sia compreso tra la scadenza del contratto di lavoro e quella del visto Working Holiday etc. Quando ci siamo resi conto che questa volta era quella giusta, ci siamo dati una mossa per concretizzarlo il più possibile, anche perchè non siamo tipi molto all'avventura e pianifichiamo parecchio, per ammortizzare gli imprevisti. (Di certo chi si può permettere di non badare a spese, non fa come noi!). Il primo passo è stato comprare il van. Dopo lunghe ricerche, proposte, discussioni, siamo arrivati alla conclusione che sarebbe convenuto comprarlo piuttosto che affittarlo. L'affitto conviene in pratica, solo per un margine di tempo; oltre a questo, comprare garantisce un ritorno economico con la rivendita. Come sempre abbiamo utilizzato ''Gumtree'' e dopo aver cercato per mesi, uno ci ha colpito più di altri. C'è da dire che non abbiamo puntato proprio in basso, cercandoli molto economici, per paura di doverci rimettere troppi soldi per aggiustarlo o ancor peggio per paura che ci potesse lasciare bloccati durante il viaggio e chissà dove. Abbiamo scelto una fascia media di prezzi (dell'usato) che comprendesse ''van'' già pronti. 
Qua in Australia si usa tantissimo rendere abitabile un furgone. E così è anche il nostro. Con un po' di fantasia, inventiva ma anche una buona dose di manualità, si può rendere il retro di un furgone, come un mini monolocale che ti permette di risparmiare tanti soldi. Generalmente le fasce medio-basse di van di questo tipo che si trovano in vendita, dispongono solamente di un letto, di scomparti, di attrezzature da campeggio ma generalmente non meno di 4000$.  Noi ci siamo concessi qualche ''lusso'', avendo addirittura un mini frigo, dei mobiletti, un generatore di corrente e un rubinetto a pompa collegato a delle taniche. Tutte queste cosine in più, ci permettono per esempio di avere sempre il cibo e l'acqua in fresco, di non avere il van sottosopra, di avere sempre la corrente e in generale di ammortizzare l'impatto di passare dal vivere in una casa, a vivere in 3 mq. Sta di fatto che in giro se ne vedono veramente di tutti i colori! Furgoni dove a malapena ci sta un materasso, con tutte le cose buttate sopra il letto, oppure van senza letto, ossia con l'obbligo di montare e smontare una tenda ogni giorno. 
In ogni caso ad Ottobre l'abbiamo trovato! Lui, che ancora non ha un nome, ci porterà in giro per l'Australia (metà a dire il vero) per circa un mese e mezzo. C'è da dire che siamo stati fortunati nell'acquisto. Il proprietario ha fatto dei lavori molto seri (sia esteticamente che al motore) e ce l'ha venduto dopo avergli fatto fare la revisione e aver speso 1200 $ per assicurarsi che fosse perfettamente funzionante. Gli interni sono tutti opera sua: ante, ripiani, cassetti, struttura del letto, rivestimenti, impianto corrente. Come poi si usa fare, ce l'ha venuto compreso di teli, cavi, utensili, taniche, fornelli... Certo, rimane pur sempre un furgone, ma non dobbiamo pagarci ostelli o vivere di scatolette o stare molto scomodi. 
Comprare un mezzo comporta ovviamente altre spese. Prima del viaggio bisogna assolutamente fare un controllo generale per verificare che sia tutto ok (detto ''service''). Idem al rientro, prima della vendita, il van deve passare nuovamente per le mani di un meccanico (RWC); si tratta di un passaggio obbligatorio ogni qual volta il proprietario cambia. Poi c'è ovviamente l'assicurazione. In realtà non è obbligatoria, ma l'abbiamo fatta perché non si sa mai. Prima di partire aggiungeremo anche un'altra parte di assicurazione, che comprende il soccorso stradale gratuito (in un determinato raggio di km). Altro fattore da tenere in considerazione durante la scelta del van, è il tipo di carburante. Il nostro caro van, va sia con la benzina che con il gas. Il gas ci farà risparmiare parecchi soldi, anche se i suoi prezzi salgono alle stelle nel deserto e anche se con il gas fa pochissimi km al litro. Comunque, la cosa importante è che questa scatoletta Ford (econovan per l'esattezza), non ci abbandoni durante il viaggio ma che regga per tutta la sua durata. I km calcolati sono più o meno 14000. Ce la farà? Ce la faremo? 

lunedì 12 gennaio 2015

Hosier Lane



Se la CBD è il cuore economico e finanziario della città, le laneways ne rappresentano senza dubbio quello culturale e sociale. Basta infatti abbandonare una delle vie principali della "city" per entrare in una dimensione completamente diversa: street art, café, minuscoli locali nascosti negli angoli più impensabili. Tutto questo sono le "lanes". Alcune, come la coloratissima Hosier Lane rappresentano ormai dei veri e propri highlights turistici della città, altre si caratterizzano per la loro unicità (vedi AC/DC Lane), altre ancora riescono a stupire per l'incessante flusso di persone che le attraversano ad ogni ora del giorno, ma soprattutto nelle ore nelle quali la fame si fa più sentire. 

Hosier Lane is a bluestone cobbled vehicular and pedestrian laneway on the southern edge of the central city grid of Melbourne. Hosier Lane is much celebrated landmark in Melbourne mainly due to its sophisticated urban art. Hosier Lane lies opposite the entrance to the Atrium at Federation Square on Flinders Street, a prominent position in the city. The lane has been noted for the quality and the often political nature of its art. (Wikipedia)




domenica 11 gennaio 2015

Aria di famiglia

Anche stando all'altra parte del planisfero, giorno dopo giorno, si va incontro alla solita routine. Dopo ben 8 mesi di permanenza in Australia, di lontananza da casa, abbiamo finalmente avuto modo di essere in famiglia! E' Matteo che ci ha portati per due settimane, un po' di aria di casa! Abbiamo così approfittato per rompere la quotidianità e fare nuovamente un po' di turismo. Influenzati dal telefilm che ci sta prendendo in questo periodo, abbiamo deciso di guidare il tour bisettimanale tramite una lista che abbiamo chiamato ''My name is Matteo (in onore appunto di ''My name is Earl, la serie tv). La lista è ovviamente una raccolta delle attrazioni più importanti di Melbourne e dintorni, e racchiude sia visite gratuite, sia a pagamento. Purtroppo non siamo riusciti a completarla, ma abbiamo lasciato fuori le cose meno importanti... Pare Matteo sia rimasto soddisfatto della gestione del tempo e di ciò che ha visto, e noi speriamo vivamente lo sia! Nonostante avessimo visto già la maggior parte dei posti, li abbiamo rivisti volentieri e sotto occhi diversi, un po' da guide e un po' da turisti, riscoprendo la bellezza della città dove, anche se per un tempo limitato, stiamo vivendo. Ovviamente non ci siamo fatti mancare la fotocamera (sviluppare e catalogare le foto sta diventando un lavoro) e non vi abbiamo risparmiato nulla su Facebook. Le vacanze natalizie hanno pure previsto delle trasferte, come si vede sulla lista. Anzi, Matteo preso dalla tentazione, ne ha fatto una piuttosto esagerata, partendo a Sydney per un giorno! D'altronde, quando ci si torna in Australia? Grazie al van ci siamo potuti spostare senza problemi anche fuori Melbourne, rimanendo fuori per la notte per due volte: nella Great Ocean Road e a Phillip Island.
Il tour interno alla città, ha previsto molto spesso passeggiate in centro, ossia nella CBD. La cosa che maggiormente colpisce sono ovviamente i grattacieli, ma senza dubbio le strade interne hanno contribuito a rendere Matteo estasiato. Le lane hanno dato colore e vita alle passeggiate, i giardini botanici hanno reso onore alla denominazione dello stato del Victoria ''The garden state'' così come Albert Park con la pista di formula Uno e ancora I Queen Victoria Gardens; Brighton e St. Kilda si sono fatte spazio tra le attrazioni ''marine'' della città. In ''city'' non ci siamo fatti mancare il caos ordinato dei Queen Victoria Market, o la ''storia'' della Public Library e della Shrine of Remembrance. Ma passeggiare tra i grattacieli non ci è bastato; certo, vedere Melbourne dall'interno è fantastico, ma perchè accontentarsi?
Dopo aver disegnato il contorno della CBD con il city circle tram, ci siamo diretti all'ottantaseiesimo piano dell'Eureka Tower, e siccome eravamo un po' di fretta ( XD ) ci abbiamo impiegato 38 secondi, andando quindi a  9m/s. Inutile dire quanto rimanga favolosa la vista da lassù. Quindi la spiegherò con una foto. L'altra idea, a cui siamo arrivati molto vicini, era quella di andare sulla ruota panoramica, la ''Southern star'', ma da bravi italiani ritardatari, siamo rimasti a chiacchierare in ristorante fino a tardi e ci siamo dimenticati che in Australia vanno a letto presto! A distanza di giorni ho ringraziato di non averci messo piede, in quanto leggendo la pagina wikipedia dedicata, ho scoperto che nei 6 anni totali di apertura, la ruota panoramica ha dato problemi ogni anno. Ciò vuol dire che non ci andrò mai.
Sarebbe Matteo mai potuto andar via dall'Australia senza aver visto i canguri? Ovviamente no! Pioggia o non pioggia, un pomeriggio della prima settimana di vacanza, abbiamo preso il van e siamo andati in direzione South Morang, certi che li avremmo visti versione ''wild'' e non versione ''Zoo''. E così è stato! Un terreno collinare pieno zeppo di canguri saltellanti e curiosi, ci ha trasformati in bambini non curanti della pioggia e attratti da quegli occhioni e quei muscoli possenti. L'intelligenza della sottoscritta ha però portato a scattare foto con ISO troppo alto che ha determinato foto inguardabili e quindi da cancellare. Come già accennato, abbiamo fatto due trasferte.
La Great Ocean Road ci ha regalato dei panorami mozzafiato con gli ''Apostoli'', non più 12 da quello che ho capito, ma comunque parecchi u.u. La costa rocciosa a picco sul mare, le rocce-isolotti in acqua, il tramonto... Bellissimo. Memorabile anche la pizza disgustosa mangiata in una pizzeria a Port Campbell: sabato, di sera, d'estate, località di mare, pizzeria in chiusura. 18 dollari una mini margherita, nominata la ufficialmente la pizza più rivoltante mai mangiata in tutta la mia vita. Meritatamente recensita su trip advisor nell'immediato, e successivamente in questo momento perchè mi ha ricordato quanto odio quando giocano su ''ristorante italiano'' per aumentare i clienti, spacciando spazzatura per cibo. In ogni caso, bellissimo week-end. Trasferta successiva è stata appunto a Phillip Island, un po' convinti che avremmo visto i pinguini ma cos' non è stato. Tutto sommato non mi dispiace tanto, in quanto sono riusciti a lucrare anche sull'attraversata dei pinguini al tramonto, rendendola accessibile solo con un biglietto e una vera e propria tribuna in spiaggia. In ogni caso Gabry e Matteo non si sono di certo annoiati correndo con i kart all'aperto, nella pista che affianca quella delle moto, in riproduzione fedele sia di curve che di pendenze che di orientamento topografico. Pisciati come due bambini, l'hanno definita una delle esperienze migliori di sempre! ;)
A concludere il viaggio di Matteo in Australia, dopo la breve ma intensa trasferta a Sydney, abbiamo ''festeggiato'' con un'uscita con Joel e Tyson al CROWN CASINO. Luogo della perdizione, dei soldi sopratutto. 3 piani di Casino, 3 alberghi a 5 stelle, boutique che spendi solo a guardare la vetrina, file di taxi parcheggiati, luci su luci e... un'infinità di gente pronta a svuotare il conto in banca andando alla ricerca della botta di fortuna... Guidati dalla sola curiosità di provare qualche gioco, ci siamo concessi un piccolo budget in dollari, consci del fatto che in un posto così, difficilmente si guadagna! Dopo la pausa cena da Pomodoro Sardo, (come accennato prima la ruota panoramica era già chiusa) siamo tornati al Crown per dare un'ultima chance alla fortuna, usando i soldi rimasti dalla colletta per la cena.. Ovviamente anche questa volta non abbiamo fatto affari, se non i soldi per pagare il taxi del ritorno ;). Ma l'aereo di Matteo lo attendeva per le 3, quindi ad una certa ora, ''abbiamo chiamato un taxi giallo col nostro fischio collaudato'' e siamo tornati a casa per prendere i bagagli...
E' arrivata l'ora di salutare Matteo; è il 30 dicembre ma per fortuna grazie al fuso orario, torna assolutamente in tempo per riprendersi dal viaggio e fare capodanno a terra...
Io e Gabry torniamo alla nostra routine, così come anche Matteo. Solo che Matteo ci torna con una tonnellata di souvenir (tra cui koala, canguri, portachiavi, penne, matite e chi più ne ha più ne metta), una marea di bei ricordi, un'esperienza unica e qualche parola in più di inglese... Si sa mai che riesca a spiegarsi non più con i soli gesti, ma con le parole ;)
G'bye mate!



mercoledì 10 dicembre 2014

Video viaggio Nuova Zelanda




I video, come sempre, sono il riassunto dell'esperienze, visto dagli occhi di Gabriele.
Io continuo a suggerire una versione del video fatta con musica Maori u.u.

Francesca


venerdì 5 dicembre 2014

Sardinian Cultural Association (Vic) - Barbecue di fine anno

Di certo un anno fa, se ce l'avessero raccontato, ci saremmo messi a ridere dall'improbabilità del tutto. E invece no. Domenica 30 Novembre eravamo proprio di ''prangiu''. La location era nient altro che il giardino del centro Assisi, sotto ad un lunghissimo porticato che ci ha offerto la protezione dai 35 gradi di quella giornata. A coinvolgerci in tutto questo è stato Paolo, il presidente dell'associazione, e noi abbiamo accettato felicissimi. La giornata era destinata al ringraziamento dei soci tesserati con barbecue di fine anno ma siamo stati ospitati anche noi con molto piacere. 
E così abbiamo gustato nuovamente qualche sapore sardo come la salsiccia, l'agnello arrosto, le ciambelle, la crostata e l'acqua vite e via dicendo. E poi ovviamente l'immancabile caffè dalla moka come finale della ''scampagnata''. 
La tavolata di persone era piuttosto ricca e varia, infatti si spaziava dal Cagliaritano, al Nuorese, all'Oristanese e al Sassarese! Tutto era piuttosto irreale, ma forse l'apice si è raggiunto quando si parlava in sardo o quando si citavano paesini sperduti in mezzo alla Sardegna. Ma difficile dimenticare l'arrivo al parcheggio, prima del pranzo, quando ad attirare la nostra attenzione è stata una macchina targata: BELVI. Si, dovete sapere che qua in Australia è legale personalizzare le targhe. Ma siccome ne abbiamo lette di tutti i colori, abbiamo pensato che anche questa volta si trattasse di un nome scritto in inglese ''pronunciato'' o comunque qualcosa di personale. E invece no, chiacchierando con gli ospiti abbiamo scoperto che faceva riferimento proprio a Belvì!!!
In ogni caso...
Il pranzo è stato seguito da una simpaticissima lotteria a premi (dove ovviamente io e Gabry non abbiamo vinto) e dal discorso del presidente Paolo. Paolo ci ha ringraziato a nome dell'associazione per aver festeggiato con loro e ci ha regalato le maglie dall'associazione, il giornalino e il libro. Inutile dire che ci ha fatto un piacere immenso ricevere quei regali, tanto quanto esser stati invitati al pranzo e aver passato un pomeriggio in compagnia di simpaticissime persone che ancor più di tutti gli italiani che abbiamo incontrato fino ad ora a Melbourne, capiscono e rispettano la nostra cultura sarda.
Ringraziamo ancora una volta tutta l'associazione per la ''sarda'' accoglienza e accettiamo con molto piacere l'invito di scrivere un articolo per la vostra Newsletter in cui racconteremo la nostra esperienza.

A si biri!
Gabriele e Francesca


L'associazione è stata fondata nel 1987 e comprende 300 membri; è impegnata nell'organizzazione di eventi indirizzati sia ai giovani che agli anziani.


Per i curiosi, qualche link interessante:

Sardinian Cultural Association (Vic) - Web Site (sito internet)
http://www.sardi-melbourne.com/index.html

Sardinian Cultural Association (Vic) - Book (libro)
http://www.sardi-melbourne.com/Ajo'%20in%20Australia.html

Sardinian Cultural Association (Vic) - Newsletter (giornalino)
http://www.sardi-melbourne.com/Newsletters.html




giovedì 4 dicembre 2014

NUOVA ZELANDA: from Rotorua to Auckland (North Island - parte 2)

02/11/14 giorno 4

Ci svegliamo con l'idea che anche durante i giorni passati ci balenava in testa: farci un tatuaggio ricordo della NZ. Il tattoo shop lo troviamo, peccato che è domenica ed è tutto chiuso; rimandiamo l'idea ad Auckland. Ancora una volta saliamo in macchina e decidiamo il tour giornaliero: decidiamo di andare al museo. IN realtà una volta lì, mi passa la voglia di entrarci: la brochure non è per niente invitante e poi mi sono ricordata le parole di non so chi, che dicevano che qua è un po' ''tutto fumo e niente arrosto'' e diciamo che non c'è poi così tanto da vedere in un museo in un territorio come la NZ. E il prezzo del biglietto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Dopo tutto però, l'edificio del museo e la piazza, sono stati degni di parecchi scatti.

Cambiamo destinazione. Il retro del giardino della casa del custode, ci ha portati in un boschetto vicino ad un lago; la presenza però di abitazioni con coperture in eternit, ci ha fatti allontanare. Gabriele invece ha deciso di scappare non a causa della proprietà privata, quanto rincorso da una gallina blu che aveva deciso di beccarlo. Ma non beccarlo senza motivo come pensa lui, ma in quanto lui si è messo a disturbarla sfidando le sue capacità di corsa. Decidiamo di raggiungere il lago costeggiandolo con la macchina e fermandoci in un altro punto. Sapevamo che la Nuova Zelanda è ricca di laghi che giacciono su caldere di vulcani, ma ritrovarcisi davanti fa un altro effetto. Il lago è gigante innanzitutto; ma è il colorito che ci ha stupiti. La riva è di un giallo pallido che ci ha fatti pensare quasi subito allo zolfo; e difatti guardando tutta la superficie del lago sembra quasi torbido dall'alta concentrazione di minerali. Ma ciò che ha attirato l'attenzione è stata un buca scavata dall'erosione, in riva, con all'interno vera e propria acqua bollente. Nemmeno il tempo di stupirci per quella, ci siamo resi conto che ne eravamo circondati. Dopo il lago giallo, ci siamo spostati più in la, in un'altra parte di riva. Questa volta abbiamo trovato una marea di animali: gli immancabili gabbiani, i cigni neri, le oche.
Come due bambini, stupiti da quanto si facessero avvicinare, ne abbiamo approfittato per scattare qualche ''ritratto'' e giocarci un po'. Ma la mattina stava volando quindi abbiamo deciso di proseguire il viaggio verso Nord-Ovest, ossia in direzione Auckland, cercando di capire quali tappe potessimo scegliere lungo il percorso. Così ci siamo affidati ad una delle mille brochure e libretti turistici e ci siamo avviati verso il cosiddetto ''Buried Village'': il villaggio sepolto. Una volta arrivati li abbiamo però capito che non era così semplice visitarlo a causa del costo ma sopratutto del tempo necessario per compiere il percorso prestabilito per arrivarci. Ci siamo allora limitati a conoscerne la storia:Nel 1886 l'eruzione del vulcano uccise 120 abitanti del villaggio. Nell'ora successiva, prima di arrivare ad un altro bellissimo lago, ci siamo fermati lungo la strada ad ammirare i favolosi paesaggi totalmente verdi, con il lago sullo sfondo, immagini da cartolina. Questa parte è ricchissima di felci e alberi in genere, quindi eravamo ancora una volta immersi nel verde; poi siamo stati di nuovo fortunati meteorologicamente parlando, infatti il sole non ha fatto altro che accentuare le bellezze della natura.
 Ed ecco un altro lago. Dopo una lunga passerella di gradini in legno, arriviamo in basso in una caletta  ancora una volta estasiati dal quadretto che gli alberi riescono a creare con la loro vicinanza all'acqua. Anche qui, decine di foto, una passeggiata in riva giusto per bagnarsi i piedi, e di nuovo in macchina per seguire la tabella di marcia e arrivare ad Auckland per il tramonto.
Prossimo obbiettivo del viaggio: TROVARE HOBBITON (villaggio del film ''Il signore degli anelli, per chi non lo sapesse).
Di dove si trovasse precisamente, non ne avevamo la minima idea. L'unica indicazione che avevamo, era su una micro cartina di una brochure, senza dettagli o nomi di città o villaggi nelle sue vicinanze. Diciamo che ci siamo avvicinati per puro caso. Ma prima di arrivare nel luogo vero e proprio del set cinematografico, abbiamo fatto tappa a TIRAU, un paesino, se così si può chiamare, dove hanno un po' di manie di grandezza. Fatto sta che dopo aver pranzato nell'ennesimo bar/fast-food, per chiedere delle benedette informazioni su come arrivare ad Hobbiton, siamo dovuti entrare dentro un cane, ossia l'ufficio turistico. Con alcune indicazioni in più, abbiamo scoperto di essere solamente a 10 km dal set, quindi ci siamo diretti verso Matamata.
Eccoci ad Hobbiton! E non c'è da sbagliare, dato che è scritto ovunque: Bus, cartelli, paletti, ufficio ticket, maglie, souvenir e via dicendo. Ma ecco che ben presto scopriamo che il business che c'è dietro questi film, non si ferma davanti a niente. Solo una è la strada che porta al set cinematografico, solo un modo esiste per andarci: il bus gestito dal caseggiato ticket-souvenir. 70 dollari di entrata, non sono nemmeno tanti. Ma diciamo che non siamo così infogati con la trilogia dei film tanto da spenderli! Quindi come dei geni fatti e formati, secondo noi possiamo evitare la spesa andando a cercare un altro accesso al villaggio. Ovviamente nessuno ci ha mai pensato e ovviamente i gestori non hanno fatto in modo che non ci fossero altri modi per arrivarci. Dopo 10 minuti di strade bianche che non facevano altro che allontanarci dal posto, ci siamo rassegnati e abbiamo capito che non avremmo mai visto Hobbiton. Qualche amico fan ci sgozzerà quando torneremo in Italia.
Mancano ancora 180 km per arrivare ad Auckland (circa 2 ore e 30), è pomeriggio e la stanchezza del viaggio inizia a farsi sentire. Vogliamo arrivare prima del tramonto perchè così andiamo all'altra parte della baia di Auckland e facciamo un time-lapse. Dobbiamo trovare un ostello però, e non avevamo di certo considerato il fatto di dover trovare parcheggio in questa città dove i parcheggi sembra non esistano. Dopo aver girato e girato per almeno un'ora per chiedere preventivi agli ostelli e trovarne con camere libere, ecco che ne troviamo uno, ma non un parcheggio, bensì un ostello. Decidiamo di darci il cambio per stare in macchina intanto che l'altro si fa la doccia, in maniera tale da essere in tempo per vedere questo benedetto tramonto, considerando che per raggiungere l'altra parte della baia ci sono 14 km di traffico. Tralasciamo la parte di quanto fosse cesso l'ostello (del tipo che la stanza non aveva nemmeno finestre) e arriviamo direttamente a Devonport, dove le luci del tramonto sullo skyline di Auckland, promettono un bel time-lapse. E ancora a scattare foto su foto, fino a quando lo stomaco inizia a brontolare e allora è il caso di cercare un posto dove mangiare.



Non so cosa ci spinga sempre verso le pizzerie italiane anche se non di proposito, ma anche questa volta siamo finiti davanti ad una rucola grana e crudo made in Italy. Certo il forno a legna quella pizza non l'ha nemmeno visto, ma ci siamo accontentati e abbiamo passato una piacevole serata. La cameriera ci ha inoltre informati del fatto che fossimo i primi italiani che abbia visto negli ultimi sei mesi. La percentuale di italiani in Nuova Zelanda non è infatti minimamente paragonabile a quella australiana. Dopo un po' di chiacchiere, ci dirigiamo nuovamente verso Auckland per fare una passeggiata nel centro. Tralasciamo nuovamente il fattore ''parcheggio'' per risparmiarvi le pene che abbiamo sofferto. Il punto di interesse principale di Auckland è senz'altro la Sky Tower, 222 metri di altezza, 328 metri considerando l'antenna.
L'idea era quella di salirci l'indomani, nonché ultimo giorno, se non fosse stato per la pioggia e la giornata orribile. Gli edifici così ''cementosi'' non sono precisamente per i miei gusti, però le luci artificiali la notte e quelle naturali del giorno dopo, hanno dato alla torre un aspetto diverso. E' ora di andare a dormire; anche in questa giornata abbiamo fatto una buona dose di km: 300 non sono sicuramente paragonabili a quelli dei giorni precedenti, ma pesano comunque.

03/11/14 giorno 5

Sapevamo che 5 giorni sarebbero volati e che non sarebbero stati sufficienti nemmeno come ''antipasto'' per poter dire di aver girato la Nuova Zelanda. Ma noi ci siamo ''accontentati'' delle meraviglie che abbiamo visto, dei posti nuovi, degli animali mai visti e così via. Abbiamo deciso di passare la mattina girando per la città e siccome farlo senza una meta non ci piaceva, abbiamo deciso di cercare nuovamente un tattoo shop e perché no? anche un parrucchiere. Arrivati alla conclusione che il parrucchiere era meglio cercarlo a Melbourne, italiano, ci è rimasta solo la ricerca di chi, per pochi dollari, potesse farci una piccola felce (simbolo della NZ) prima di dover andare a prendere l'aereo. Il tutto riassunto in una sola parola: IMPOSSIBILE.
E infatti ci siamo diretti nel pomeriggio verso l'aeroporto, con una marea di libretti e depliant delle isole, con un'esperienza bellissima alle spalle, con tanta voglia di riposarci, con l'idea di dover andare a lavoro il giorno dopo... ma senza tatuaggio.