We are two Italian guys, Francesca (23 y.o.) and Gabriele (26 y.o.) . We decided to start this new adventure and take a challenge. During our one year trip, we will work and we will go on holiday. The blog is a story based on our experiences, so there could be mistakes of which we apologize. Our aim is to share our journey around Australia and beyond. Enjoy!
800 metri quadrati di superficie, 8.5 milioni di visitatori nell'anno passato, 130 anni di vita ad oggi. Costruiti sopra un vecchio cimitero (914 corpi riesumati e tanti ancora sotterrati a livello del parcheggio), anno dopo anno i QUEEN VICTORIA MARKET si sono espansi esageratamente e sono diventati una delle attrazioni turistiche di Melbourne più visitate. Aperti 5 giorni alla settimana, nell'orario diurno ospitano centinaia di stand, bancherelle, botteghe, negozi di ogni tipo: carne, pesce, frutta, verdura, alimenti vari, souvenir, abbigliamento, oggettistica varia e così via. Entrare dentro i Market significa passarci tutta la mattinata ed esser presi da una compulsiva voglia di spendere e mangiare un sacco di cose. Gli alimenti esposti in maniera accattivante ed ''attraente'', chiamano il tuo portafoglio e gli dicono di approfittare dei prezzi evidentemente più bassi di quelli dei supermercati e fare la spesa per la settimana. Se avessimo la macchina, il danno sarebbe più che assicurato. Per fortuna le dimensioni dei nostri zaini limitano l'istinto di comprare tante cose. E poi bisognerebbe correre a casa a mettere tutto in frigo e in freezer, e con i bus e la metro e di nuovo il bus è pressoché impossibile! In ogni caso ci siamo limitati a comprare una profumata ciabatta (il pane) da uno dei mille panettieri. Per vedere tutto il mercato con attenzione, servirebbero delle ore, e in effetti ne abbiamo passato due la dentro, finché non ci stava venendo la nausea. I capannoni destinati non agli alimenti ma a tutti gli altri beni come abbigliamento, oggettistica e varie, sono coloratissimi! C'è da perdersi tra scarpe, calze, maglioni, pigiami e ''onesies'', i pigiami interi a forma di animali o personaggi tv. ne ho ancora capito il senso, in quanto la settimana scorsa abbiamo visto in giro in un centro commerciale un ragazzo che ne indossava uno da draghetto e tranquillamente faceva la spesa.... Comunque dovrebbero essere solamente dei pigiami simpatici... Poi ovviamente ci sono le innumerevoli bancarelle di Souvenir: canguri e koala pupazzo, boomerang tipici, capelli australiani, cartoline, quadri, ma sopratutto scioccante trovare le pelli di canguro appese al soffitto ed esposte nel ripiano della bancarella, in aggiunta a quelle di mucca e altre.
Sabato ha fatto una giornata spettacolare qua a Melbourne. Un sole bellissimo e decisamente caldo. Non so per quale assurdo motivo avessimo entrambi il giorno libero, abbiamo deciso di uscire di casa e girare di mattina i Queen Victoria Market e di sera i Royal Botanical Gardens. Macchine fotografiche cariche, memorie sd vuote, fettine impanate pronte e giubbotto strategico per eventuale cambiamento climatico. A piedi fino alla stazione di Heidelberg, metro fino alla stazione di Flinder e di nuovo a piedi per la città... Due ore passate girando i Market e poi, tram direzione Royal Botanical Gardens!
HISTORY
Spread over 7 hectares, it is the largest open air Market in the southern hemisphere. The Queen Victoria Market was officially opened on 20 March 1878, a range of markets having operated from the site in varying forms prior to that date. In its 130 years, Queen Victoria Market has had a colorful and sometimes controversial history. During that time, the site has been a cemetery, a livestock market and a wholesale fruit and vegetable market. Each of these operations has its own history and an element of controversy. In 1917, when that Market was extended upon much of the cemetery site, 914 bodies were exhumed and re-interred at other cemeteries around Melbourne. Numerous bodies remain buried beneath the existing car park. A historic landmark spread over two city blocks, it’s a vibrant and bustling inner-city Market where you can shop for everything from Australian fruit and vegetables, and local and imported gourmet foods, to cosmetics, clothing and souvenirs. Last year the Market had over 8.5 million visitors.
La mattina quando mi sveglio presto, fuori è ancora buio e tutti dormono. Tutti dormono ma gli alberi sono già vivi e abitati da una marea di uccellini e pipistrelli mattinieri! Ognuno ha una sua melodia particolare che sembra uscire dalla bocca di una persona che fischietta una canzone. I pappagalli invece assomigliano più ad una gallina sguaiata, ma sono simpatici! I pipistrelli poi, silenziosi, svolazzano da un albero all'altro trovando il giusto ramo su cui appendersi... Poi ci sono gli opossum, dei marsupiali che vivono prevalentemente sugli alberi, sgranocchiando i frutti della pianta. Pare che ce ne sia uno che vive nel nostro tetto, ma sembra fatto apposta, non si fa mai vedere. Usa la sua coda lunga e grossa per tenersi stretto al ramo... Nella foto sembra più brutto di quello che è realmente.
Comunque vorrei ancora una volta sfatare il mito che qua bisogna aver paura degli animali sia in casa che mettendo il naso fuori dalla porta. Vado alla fermata del pullman, il 513 direzione Glenroy, che mi porterà a lavoro. Ora che abbiamo cambiato casa, abbiamo una vista mozzafiato della CBD di Melbourne ossia il Central Business District; il cuore della città per intenderci. E' ancora buio e quando l'aria è pulita, i grattacieli illuminati sono uno spettacolo.
Per fortuna siamo al 14 agosto, il 14 febbraio italiano, e il sole sorge sempre prima. E per fortuna l'inverno non è rigido, anche se qua continuano a lamentarsi del freddo!
In ogni caso, in dieci minuti sono a lavoro. Dopo quattro mesi per fortuna non c'è più il problema di attraversare la strada con la paura di essere investita! Quello che ancora mi fa venire dubbi è la direzione di arrivo e verso dove va il bus, ma con un po' di impegno non sbaglio!
Ormai ho quasi imparato: posso attraversare nelle strisce solo dopo aver ''chiamato'' il verde del semaforo schiacciando il pulsante e quando da questo arriva il suono tipico di quando si può attraversare (questo bip non lo dimenticherò mai);
poi... prima guardo a destra, poi a sinistra per attraversare, l'entrata del pullman è dalla parte opposta rispetto a quella in Italia ossia alla sinistra dell'autista...
poi... devo sempre avere il Myki a portata di mano ( la tessera-biglietto), appena salgo devo fare ''touch-on'' nell'apposito dispositivo, quando esco devo fare ''touch off'. Possibilmente ringraziare l'autista quando scendo dal bus!
In ogni caso, la mattina arrivo a lavoro decisamente assonnata e già dalle sette del mattino mi devo sentir dire: ''Hi! How are you!?'' ''Hi! How is going!?''
E SENTIRMELO CHIEDERE ALMENO 10 VOLTE DURANTE TUTTA LA GIORNATA
E basta! Tanto cosa pretendete, che stia li a dire cosa va e cosa no!? La risposta sarà sempre: ''Good thanks!'' per farla breve! E così fan tutti! Quindi non chiediamocelo e basta no?
Non basta la full immersion in inglese multietnico a confondermi la testa? Inglese pronunciato da indiani, pachistani, italiani, cinesi, vietnamiti e forse anche australiani!
Comunque, dopo le ore di opportuno e mediamente stancante lavoro, torno a casa a rilassarmi un po'. Ora che abbiamo un vero e proprio salotto con tv, non c'è niente di più utile e rilassante allo stesso tempo di buttarsi sul divano e imparare un po' di inglese per osmosi guardando idioti programmi stile real time. Se i coinquilini sono in giro per casa, possibilmente scambiare un po' di parole con loro, chiedere ogni tanto di parlarepiùlentamenteenonconquell'incomprensibilepronunciaaustraliana.
In ogni caso sempre meglio dei bengalesi precedenti! Anche se non ci voleva tanto a trovarne di più socievoli e normali...
E la giornata tipo finisce così, con una cena consumata nel salotto seduti sul divano stile ''The big bang theory'' e poi a letto pronta per la giornata successiva...
E' passato più di un mese dall'ultimo intervento, tante novità, tante nuove esperienze.
Innanzitutto, in ordine di importanza:
CASA
Il nostro contratto si avvia al termine e quindi da bravi ragazzi ci siamo messi per tempo a cercare una nuova sistemazione. Classico giro nei soliti siti (il solito gumtree, ma anche flatmates si è rivelato utile) e primi problemi. Pare che molti affittuari infatti ce l'abbiano a morte con le coppie, non si sa bene il perché, sta di fatto che molte belle stanze larghe e con letto matrimoniale siano destinate a single. Secondo problema: il costo. Per i primi 4 mesi abbiamo infatti pagato 170$/week + bills, senza dubbio un ottimo affitto, ma decisamente sotto mercato. La nostra intenzione era di rimanere su questo range di prezzo. Il prezzo di mercato di una doppia per coppie e solitamente superiore ai 200, con una soglia standard di 230/240.
Terzo problema: location. Appena arrivati a Melbourne infatti, poco sapevamo della città, e un posto sarebbe valso l'altro, vista la completa assenza di impegni lavorativi. Diversa è invece la situazione di adesso.
Dunque, ricapitolando: stanza per coppie, sotto i 200$ per settimana nella zona nord di Melbourne.
Il primo annuncio a cui abbiamo risposto era poco lontano da dove viviamo ora, non Fairfield, ma Ivanhoe in compagnia di un simpatico insegnante di musica un po fricchettone sulla 50ina. Casa vecchiotta, salotto accogliente, bagno e cucina pessimi. A disposizione due stanze, la prima più grande con l'armadio a muro ma con un prezzo sopra la nostra soglia, la seconda più piccola, prezzo in linea con le aspettative, ma nessun armadio! Abbiamo deciso di prenderci un po di tempo e di vedere altro.
Seconda casa, più vicino alla city rispetto a dove viviamo ora. Bella casa, grande, accogliente e soprattutto bella compagnia, 5 ragazzi australiani e una inglese in partenza per le farm (sua la stanza che si veniva a liberare). Bella comitiva affiatata senza dubbio, casa "viva",ottimo prezzo e soprattutto l'occasione di una vera full immersion nell'inglese, cosa che ci è effettivamente un po mancata in questi primi 4 mesi
Purtroppo, quando abbiamo provato a richiamare per bloccarla ci è stato detto che la stanza era stata data a un altro/a pretendente, anima in pace e pazienza.
Terza casa, zona Heidelberg un po più lontani dalla city, ma vicini a dove lavora Fra.
La casa è abitata da una famiglia italiana con due figli, 12-14 anni trasferitasi a Melbourne due anni fa. Fra è dovuta andare sola a perlustrare il luogo a causa di un mio impegno di cui parlerò dopo.
Da quanto mi ha detto, la casa è molto carina, prezzo in linea, bagno riservato (!). La casa si trova nelle hills, quindi salite e discese a non finire e visto che per ora l'unico nostro mezzo di trasporto è la bici la cosa può essere un fattore negativo. Sta di fatto che visto il poco tempo, e visto il fatto che è a meno di 2km dal posto di lavoro, la scelta è alla fine ricaduta su questa casa.
Ora stiamo iniziando a impacchettare qualcosa, manca più di una settimana al trasloco, ma se riusciamo a trasportare tutto in più tappe sarebbe meglio.
Tristano, il nostro simpatico coinquilino ( ma anche no) si è offerto di accompagnarci e almeno in questo si è dimostrato utile..
LAVORO
Poco da dire per Fra. La situazione è rimasta invariata.
Tanti alti e bassi per quanto mi riguarda.
Dopo essere tornato all'autolavaggio a metà giugno vista la difficoltà a trovare qualcos'altro, la situazione è tornata di nuovo a peggiorare in quanto dopo una prima settimana di duro lavoro, le giornate disponibili sono iniziate a diminuire sino ad arrivare a essere due alla settimana, cosa assolutamente non accettabile.
Mi sono quindi armato di buona volontà e complice una dritta arrivata al momento giusto ho deciso di prendere due certificati legati alla ristorazione che possono aprirmi le porte a lavori più seri del classico lavapiatti/cameriere in nero che comunque inizia a scarseggiare. Al modico prezzo di 40$ e 60$ ho dunque conseguito le certificazioni in RSA (Responsible Service of Alcohol) e di Food Safety Handler, richieste e necessarie nelle strutture ricettive serie ma anche e soprattutto in tutti quei servizi come ospedali, case di cura e quant'altro dove è comunque presente una cucina.
Ho quindi iniziato a portare curriculum anche presso queste strutture che prima mi erano in qualche modo "interdette" per la mancanza di questi certificati, e sono riuscito a strappare un ottimistico colloquio presso Assisi, la casa di cura dove anche Fra lavora.
Pare che ora siano in attesa del mio police check, poi si vedrà.
Ho nel mentre sostenuto un colloquio presso una scuola privata di italiano che si è però concluso con un nulla di fatto.
USCITE & VARIE
Capita spesso che tra lavoro e scazzo ci si dimentichi di essere a Melbourne.
Abbiamo quindi deciso di schiodarci dal torpore in cui ci ha portato questa casa triste e uscire!
Southern Star @ Docklands
Tra le cose che siamo andati a vedere di recente, molto carini sono stati i fuochi d'artificio ai Docklands, forse un po sotto le aspettative, ma comunque meritevoli di una passeggiata, soprattutto perché vicino ai docks c'è la ruota panoramica, la "Southern Star" che con le luci e i colori della notte è proprio un bel vedere.
Lo scorso weekend ho anche avuto l'opportunità di fare il volontario presso RESULTS, un'associazione che si occupa di tematiche relative alla malnutrizione e alle malattie nei paesi in via di sviluppo. Loro cercavano qualcuno facesse qualche foto durante i due giorni di convegno nazionale, a me piace fotografare. Non c'è bisogno di aggiungere altro penso.
Qua potete trovare il frutto del mio lavoro Results - National Conference
Ma la cosa più apprezzata è stata soprattutto il bigliettino con annesso regalo di ringraziamento per aver prestato il mio tempo alla loro iniziativa. Niente di sensazionale, sia chiaro, ma pur sempre un gesto semplice e graditissimo.
Giornata particolarmente intensa ieri. Mattinata spesa a manifestare per Gaza, ad ascoltare le testimonianze dei tanti palestinesi che hanno deciso di arrivare in Australia nella ricerca di una vita migliore a quella a cui l'apartheid sionista li obbliga.
Serata sportiva al MCG, Melbourne Cricket Ground uno degli stadi più grandi al mondo, capace di ospitare, secondo Wikipedia, quasi 100mila spettatori. Sfida al vertice tra i "Falchi" di Hawthorn (un sobborgo di Melbourne) e i "Cigni" di Sidney.
Il football australiano è lo sport nazionale del posto ed è una sorta di rugby con alcune caratteristiche proprie. Si gioca in 18 contro 18, più una panchina di 7 giocatori, ci sono i cambi volanti come nel basket e nel calcio a 5 e il campo copre un'area grande circa 3 se non anche 4 campi da calcio. Ne consegue che se l'azione si svolge dall'altra parte del campo è un po' difficile da seguire. Fortuna (e tecnologia) vuole che il MCG sia dotato di due mega schermi che aiutano in questo.
Obiettivo delle due squadre è quello di fare gol, e fin qui niente di particolarmente originale. Particolarità del football australiano è però quella di avere le porte formate da 4 pali disposti in linea retta sui lati corti del campo (non sarebbe nemmeno corretto chiamarli lati vista la forma ovale del campo da gioco). I due pali centrali sono più alti rispetto a quelli laterali. Il gol si ottiene quando la palla viene calciata all'interno dei due pali centrali e vale 6 punti. Se la palla viene calciata nelle due porte laterali non si parla di gol ma semplicemente di punto, uno per l'esattezza. Se la palla calciata in mezzo ai pali centrali viene toccata o deviata da un qualsiasi giocatore si fa comunque un punto.
Altra regola particolare del football australiano è la presenza del "mark". Si ha un mark quando il passaggio fatto col piede copre almeno 15m ( a occhio ) e viene preso da un compagno al volo. Se ciò avviene il giocatore in possesso della palla non può venire placcato per un tot di secondi (forse 7) ed è quindi libero di vedere il gioco e passare più facilmente la palla a un compagno.
Va da sé l'importanza di questa regola se ciò avviene all'interno dell'area dei 50m vicini alle porte, in quanto il giocatore in possesso è libero di calciare la palla all'interno delle porte senza nessuna ostruzione.
La partita dura 80 minuti effettivi divisi in 4 tempi da 20 con due mini break alla prima e alla terza interruzione e il canonico intervallo a metà gara.
Comunque, lo sport è emozionante e facile da seguire, uno stadio da 100mila posti quasi pieno fa emozionare più della partita stessa e soprattutto gli Hawks, squadra di cui un mese fa ignoravo l'esistenza, hanno battuto i rivali del Sidney grazie a un terzo quarto di gioco favoloso (mi è stato poi spiegato che il 3° è il più importante dei quattro tempi) e li ha agganciati in cima alla classifica, cosa alquanto inutile in quanto dopo la regular season si va ai playoff quindi basta essere nei primi 8 per giocarsi il campionato, ma una vittoria fa comunque morale :D
Vi lascio con l'inno della squadra che è stato suonato per 10 minuti buoni alla fine della partita perché We're a happy team of Hawthorn!
Dal 2 giugno io sono ufficialmente parte dello staff del centro per anziani ''Assisi Centre aged care'' di cui ho già parlato quando mi hanno chiamato per il colloquio. Io lavoro in una sezione chiamata ''St Anthony'' che per fortuna è costiuita da tante persone autonome e autosufficienti. Ad ogni turno mi occupo di una parte delle stanze della mia sezione (circa 10) e così anche le altre 2 P.C.A. in turno con me. Devo lavare le persone non autosufficienti, aiutarle a mangiare, collaborare alla distribuzione dei pasti (stile cameriera) e altre cose come rifacimento letti, misurazione della pressione, registrazione info al computer. Il lavoro non è niente male e mi aiuta a rimanere un po' in allenamento essendo passati 11 mesi dall'ultimo tirocinio in ospedale. I residenti parlano tutti in italiano e questo è una fortuna sia per me che per loro, capirci è un attimo. Questo non fa altro che migliorare la mia posizione in quanto mostra a chi di dovere che è ''fondamentale'' tenermi :).
La cosa più tragica di tutto questo è che mi devo svegliare alle 5.30 del mattino per essere li alle 7; la seconda cosa tragica è che è inverno e a quell'ora c'è freddo; la terza cosa tragica è che devo uscire di casa alle 6 in bici, arrivare alla stazione, prendere la metro con la bici sopra e scendere alla stazione di Rosanna dove risalgo in bici e arrivo fino al centro (tutto in salita). In tutto ciò sembro l'omino Michelin perchè ho un giubbotto enorme, la sciarpa, i guanti e il cappuccio e il casco (qua è obbligatorio per andare in bici). Il ritorno è altrettanto tragico perchè devo raggiungere un'altra stazione a 2 km dal centro, un po' in bici e un po' a piedi per via delle salite, per poi prendere la metro e di nuovo la bici per arrivare a casa. Insomma desidero come pochi che sia estate e che mi diano dei turni pomeridiani per sviare il problema del freddo e del buio.
GABRY
L'altro ieri ha contattato nuovamente l'autolavaggio dove ha lavorato tempo fa, sia perchè purtroppo non ha trovato altro e già c'era l'intenzione di tornarci, sia perchè ha beccato un annuncio dove lo stesso autolavaggio cercava nuovamente personale. Questa è sicuramente una buona notizia perchè il periodo non è dei migliori per cercare lavoro e la cosa iniziava a preoccuparci. Intanto è stato contattato anche per delle lezioni di italiano, ma per via del lavoro all'autolavaggio non si sa se riuscirà a farle.
In ogni caso...
Anche qua in Australia si sente una leggera aria di mondiali, purtroppo non tantissima.
I coinquilini sono Bengalesi e poco gliene frega del calcio, il vicinato non mostra nessuna bandiera, non abbiamo l'antenna per vedere le partite alla televisione e cosa più importante, le partite sono ad orari stupidissimi: quella di oggi era alle 8:00 del mattino e le prossime sono alle 2:00 sempre del mattino. Un po' di interesse verso l'Italia l'hanno mostrato alcuni residenti del centro che si sono riuniti nell'area dedicata e hanno movimentato la mattinata con qualche urlo di gioia per i goal.
E' quella che ci siamo concessi due settimane fa per spezzare la solita routine...
Ho già espresso il mio giudizio a proposito su Facebook, ma vorrei rimarcarlo anche qua.
Ci hanno spinti ad andare allo zoo diversi motivi:
la voglia di farci un giro,
la trattativa con una signora per venderle per 60 dollari un monopattino che abbiamo trovato in un parco (tra l'altro somma equivalente a quella dei biglietti dello zoo),
la curiosità di vedere questi benedetti canguri che non si vedono da nessuna parte,
e infine anche quella di vedere tutti quegli animali che sarebbe impossibile vedere in natura se non andando in giro in tutto il mondo.
Da sempre ho pensato che lo zoo sia una raccolta di animali strappati alla loro natura, mischiati in un ambiente unico e così sbagliato per la maggior parte di loro. Tutti sanno che stanno all'interno di gabbie o quantomeno dentro spazi limitati o pur sempre troppo ristretti per le loro esigenze. Nessuno di loro ha lo spazio sufficiente, anche perchè l'unico vero spazio in cui si deve vivere, non ha confini. Loro invece li hanno, che siano di enormi griglie, che siano fatti di reti, di vetri o corde. Per ogni specie poi ci sono pochi animali, a volte non ci sono nemmeno entrambi i generi sessuali. Le loro espressioni sembrano tristi, sembrano svogliati e fin troppo rilassati. Quelli che in natura potrebbero correre da una parte all'altra, si limitano a passeggiare in quell'ambiente finto e ricostruito per il pubblico. In fin dei conti, la sensazione è quella di non averli nemmeno mai visti questi animali. Vorrei vederli liberi, con i loro reali atteggiamenti, movimenti.
Comunque ho cercato di fare lo stesso la turista e allora ho ammirato la loro bellezza e particolarità, cercando ingiustamente di dimenticare dove mi trovassi.
Se dovessi parlare di simpatia, le scimmie sono le migliori. I loro atteggiamenti da umanoide sono impressionanti e la loro intelligenza è unica.
Se dovessi parlare di morbidezza, mi vengono in mente i koala, con quel pelo in apparenza soffice da pupazzo!
Se dovessi parlare di meraviglia, penserei alle farfalle: alla zona dedicata alle larve in tutte le loro fasi e al capannone dove tutti eravamo circondati dai loro colori vivaci svolazzanti dappertutto !!!
Se invece mi dovessi far venire la nausea, mi ricorderei delle cavallette, degli insetti-stecco, dei ragni giganti e pelosi, di tutti quegli insetti riprovevoli di cui riesci solo a immaginare la loro presenza nella tua pelle! Non so perchè ci si fa del male da soli con questi pensieri...
Se dovessi pensare allo stupore, mi vengono in mente le giraffe, enormi e possenti, e gli elefanti.
Se dovessi pensare al silenzio, mi viene in mente la tigre: così lenta e silenziosa nei suoi movimenti, si è mostrata a noi solo quando tutta la gente se n'è andata e siamo rimasti solo noi, zitti. Questo fa capire quanto per loro il casino, le urla e in generale la presenza dei visitatori, turbi ulteriormente il loro animo.
In conclusione, i canguri spero di vederli saltellanti nelle campagne, e non coricati come se preferissero morire. Lo zoo è un posto mediocre dove gli animali dipendono dall'uomo per mangiare, dove non possono essere loro stessi, dove non conoscono il concetto di branco, di riproduzione, di caccia.
Il video in allegato raccoglie le immagini e i video della giornata in maniera in effetti simpatica, grazie al sottofondo musicale...
Ormai abbiamo capito che l'Australia è capace di sorprendere giorno dopo giorno... A volte in positivo e altre in negativo. Nel giro di una mattinata, i piani dei mesi successivi possono essere scombussolati. Dopo domani siamo due mesi in Australia, non dico che sembra ci siamo meno tempo, ma è comunque stranissimo. Fino a due giorni fa la situazione era questa:
FRA:
lun, mar, gio da POMODORO SARDO
mer, ven da PIZZAMI
GABRY:
circa 3 giorni da PASQUALE
Con queste entrate si vive tranquillamente ma non si conserva nulla, ossia paghiamo:
affitto
trasporti
spesa
ricariche telefoniche
Martedì però qualcosa è cambiato. Da tempo avevo pensato di portare il mio curriculum in una clinica di cui avevo sentito parlare e visto qualcosa in internet. Si chiama ''Assisi aged care centre'' ed è un centro per anziani ITALIANI con 120 posti letto più 30 di una parte in costruzione. Come tutti sanno Melbourne è piena di italiani e quelli che il centro accoglie sono coloro che arrivando negli anni '50, fanno parte della grande ondata di immigrati.
In ogni caso Martedi mattina siamo andati e abbiamo lasciato il CV in reception. Dopo circa due ore sono stata chiamata dalla direttrice che mi chiedeva se fossi ancora in zona per poter fare il colloquio, essendo già a casa, lo abbiamo fissato per il giorno dopo. Mercoledì mi sono presentata ovviamente!!
Dopo aver compilato una serie di fogli, ho fatto il colloquio in inglese con la direttrice, che già si è occupata di fotocopiare i miei documenti e informarsi su ciò che mi piace fare, sul mio corso di studi e sopratutto sulla mia disponibilità di ore lavorative. Gentilissima, mi accompagna da una collega (italiana per fortuna) che si occupa di spiegarmi la struttura in tutte le sue parti: tipologia di pazienti, diversità delle unità, tutti gli ambienti di cui la struttura dispone, tipologia del personale, ma sopratutto quello che io andrò a fare. Come già detto mille volte, io non posso ancora lavorare come infermiera qua in Australia perchè non ho il certificato di inglese richiesto ( e quindi nemmeno il livello opportuno), di conseguenza non mi posso iscrivere all'albo ed esercitare la professione. Non ho nemmeno i soldi per fare il corso di preparazione al test di inglese, non ho i soldi per fare il test e non ho quelli per iscrivermi all'albo degli infermieri. Insomma non ho nulla se non carta straccia italiana. Ma a me non importa, in quanto di rimanere in Australia a fare l'infermiera non me ne frega nulla!! Ciò che importa è arrivare in pochi mesi a conservare i soldi per viaggiare.
Sta di fatto che mi viene spiegato ciò che volevo sentirmi dire: posso ripiegare in qualche altro lavoro sempre in ambito sanitario, grazie a due punti forza molto importanti: il fatto che volente o nolente sia un'infermiera e sopratutto il sollievo di essere madrelingua italiana e non avere problemi nella comunicazione con i pazienti del centro. LAVORERO' COME P.C.A. (Patient care assistant - assistente alla ''cura'' del paziente), quello che in Italia è un O.S.S. (Operatore socio sanitario).
Sono felicissima ovviamente e inizierò lunedì alle 7:00 (meno felice di alzarmi alle 5). Quindi per adesso posso mettere da parte il lavoro di lavapiatti, che non ha fatto altro che distruggermi le mani (tagli, unghie rotte, cicatrici e per concludere in bellezza una bella ustione l'ultimo giorno da Pomodoro sardo).
In ogni caso non ho ancora fatto la fatidica domanda: quant'è la retribuzione all'ora!? Ma navigando su internet mi almeno accertata che non vado sotto i 18 dollari all'ora; qualcuno sostiene sarà sicuramente di più e me lo auguro.
Altra bella notizia, riguarda Gabry. Ieri, appena uscito dalla stazione della metro di Parliament Station con l'intento di andare a portare curriculum in ogni dove, è entrato nel primo ristorante italiano che ha visto (che si chiama MEZZO), e mentre stava andando via è stato richiamato dallo chef il quale gli ha proposto una prova come lavapiatti per il prossimo martedì. Che dire se non: ''speriamo bene''!?
Ora, data la bella giornata di sole, mi catapulto nel cortiletto a fare la lucertola, intanto che Gabry si diverte a fare foto agli uccellini... E ride da solo...
Mi sento in dovere di esprimere anche il mio punto di vista sulla questione lavorativa...
Come già scritto da Gabry, in fin dei conti le alternative per noi fattibili per quanto riguarda i visti sono due:
- working holiday visa;
- student visa;
Come ormai tutti sanno:
-il WHV si può rinnovare con 88 giorni di lavoro in campagna
- e come precisato da Gabry, lo student permette di rimanere frequentando un costoso corso di qualunque genere e rimanere per la durata del corso
Cosa vedo in tutto questo?
Gli australiani fanno di tutto per lasciare agli stranieri i lavori più schifosi;
fanno in modo che questi stessi lavori siano quelli che ci permettono di rimanere nella loro terra;
fanno in modo che con i soldi che guadagni ci puoi praticamente solo vivere e quindi rimetterli nell'economia australiana tutti quanti;
l'alternativa ''student visa'' è una combinazione impossibile e/o faticosa di:
frequentazione corso (es. 4 ore al giorno)
lavoro legale (20 h alla settimana)
lavoro in nero (in quanto con le ore legalmente fattibili ci si può a malapena pagare la scuola
Poi ovviamente c'è la visione ottimista, oppure quella di chi con una buona dose di fortuna riesce invece ad intraprendere un bel percorso e conservare tanti soldi. Secondo me però questo è possibile per chi parte già da una bella posizione economica, oppure per chi ha la pazienza (e di nuovo i soldi) per imparare perfettamente l'inglese.
Anche qua si potrebbe aprire un capitolo infinito.
Ogni posto diverso dalle umili mansioni di cameriere e lavapiatti (o simili) richiede il certificato internazionale IELTS. Questo è lo stesso che io dovrei ottenere come infermiera. Ora, o sei già bravissimo in inglese, paghi 400 dollari, fai il test e scopri di avere il livello richiesto dal determinato posto di lavoro (nel mio caso un bel 7 accademico) oppure paghi svariati corsi in base al tuo livello, ossia: corsi di base, grammatica e bla bla... In più si fa il corso di preparazione allo stesso test IELTS che ti permette di avere qualche chance in più di non buttare i 400 dollari richiesti per fare il test.
Anyway..
Per imparare bene l'inglese tanto da guadagnare e conservare dei soldi degni di nome,
o hai i soldi per velocizzare l'apprendimento con dei corsi, o hai i soldi per rimanere tanto in terra anglofona e impararlo a sufficienza (e poi fare comunque il test).
Tutto questo per...????
Rimanere a tutti i costi qua?
Beh io ho sempre visto quest'esperienza (e sempre continuo a farlo) come un anno (o anche due massimo) di vacanza e lavoro, come il visto stesso dice. Non di più. L'Australia non mi attira talmente tanto da sbattermi per ottenere documenti su documenti, trascinare la mia permanenza qui a forza di visti studente e quindi a botte di 1000 dollari al mese solamente di corsi (INUTILI DAL PUNTO DI VISTA LAVORATIVO).
Il MIO progetto è:
imparare il più possibile l'inglese;
ricavare da ogni giorno qualche esperienza;
conservare qualche soldo per girare l'Australia (così sono contenti e gli restituisco i loro stupidi soldi);
tornare in Europa possibilmente con il portafoglio in positivo;
lavorare come infermiera possibilmente in Italia, male che vada a 3 ore da casa;
Detto ciò, sono convinta che Paolo e Ilaria abbiano fatto la scelta migliore. Rimanere qua, con l'acqua alla gola, con la burocrazia australiana che ti corre dietro e tu che rincorri un sogno... Nemmeno la soddisfazione... Non esiste solo l'Australia così come non esiste solo l'Italia; se entrambe non riescono a soddisfare i nostri bisogni, ci sono tanti altri paese che probabilmente sono più adatti alle nostre esigenze.
In ogni caso, li ringrazio tantissimo perchè in questo mese e mezzo in cui abbiamo condiviso l'esperienza australiana, ci hanno aiutato tantissimo. Ci hanno risparmiato faticose ricerche, hanno evitato che ci perdessimo o che ci facessimo fregare, ci hanno ospitato svariate volte, accompagnato e sostenuto. In questo momento sono in volo verso Milano, appena partiti da Abu Dhabi e non li invidio per niente perchè dopo 13 ore di volo e 2 di scalo, ne mancano ancora 5! Sono però felicissima che incontrino nuovamente la famiglia e riassaporino l'aria di casa!
Noi staremo ancora qua a prenderci gioco e a farci fregare da questa terra ma sono convinta che non tarderemo a raggiungerli... Non prima ovviamente di aver visitato questo enorme territorio però...
Faccio quindi tantissimi auguri al mio caro fratellino che di progetti ne ha tanti, di realizzare tutto ciò che vuole.. E a Ilaria, una bellissima persona, che lo affianca, sperando che i loro progetti si uniscano e nasca qualcosa di positivo ma sopratutto duraturo...
Melbourne sa essere anche matrigna alle volte.
E così è stata nell'ultimo periodo per Paolo e Ilaria che hanno quindi deciso di tornare, almeno per ora in Italia.
Tutto quello che abbiamo finora raccontato è stato filtrato dalla gioia per il nuovo e soprattutto dal fatto che finché si è in Working Holiday davvero ci si diverte, sia pur con qualche oggettiva difficoltà.
Ma cosa succede quando finisce il WH? La maggior parte dei ragazzi che ho avuto modo di conoscere si butta sullo "Student", ossia il visto che ti qualifica come studente di un qualsivoglia corso e ti permette di stare sul suolo australiano per tutta la durata del corso stesso e di lavorare in regola per un massimo di 20h/settimana.
Quello che si chiedono in molti è: "ne vale la pena?".
I corsi più economici per permetterti di stare in Student hanno costi non inferiori ai 150$/week e pur potendo essere utili (soprattutto quelli di lingua, soprattutto per chi ha appreso l'inglese "on the road" senza prima almeno un'infarinatura di grammatica) non ti permettono di aprire chissà quali porte lavorative.
A tutto questo si deve aggiungere un fatto di non poco conto: visti i costi elevati di ognuno di questi corsi ( e possono essere davvero molto cari) difficilmente con 20h alla settimana uno è in grado di pagarsi la scuola e al contempo vivere, di conseguenza l'iscritto al corso, oltre ad alimentare il fenomeno del lavoro nero (che a detta di molti è comparso così massicciamente solo negli ultimi 3-4 anni) non riuscirà a frequentare a pieno.
Lo student è di fatto diventato quindi una sorta di scappatoia nella burocrazia australiana, una "mazzetta" legalizzata, per permettere a chiunque di rimanere nel proprio territorio, e soprattutto un affare d'oro per le scuole della città.
A detta di tutti la situazione lavorativa è molto cambiata rispetto a qualche anno fa e, come spesso accade, a farne le spese sono soprattutto i posti di lavoro più bassi che hanno visto una riduzione spaventosa della paga oraria (in alcuni casi quasi dimezzata).
Vale davvero la pena, terminata l'esperienza del Working Holiday, impelagarsi in uno student visti gli alti costi e la difficile convivenza tra corso, prezzo e lavoro?
Noi crediamo di no.
Mi sembra giusto fare anche un piccolo aggiornamento della nostra situazione, visto che l'ultima settimana è stata piuttosto "movimentata".
Fra lavora 5 sere a settimana come lavapiatti e pare essere abbastanza tranquilla nei due ristoranti nei quali si trova, anche se non è proprio felicissima di come vadano le cose in uno dei due visto che le cose delle quali è incaricata sono talvolta eccessive per qualsiasi altro ristorante, ma finché non si trova altro ci si adegua.
Io ora sono un po più incasinato invece.
Il lavoro da Vasko è infatti saltato, pare per una combine tra il boss della cucina e il precedente lavapiatti che era teoricamente partito per il Queensland e per le farm salvo poi ritornare appena una settimana dopo. Non si capisce il perché visto che delle farm ne avrebbe bisogno per ottenere la firma per il secondo anno, fatto sta che lui si riprende tutte le ore e io rimango fregato. Ah, per la cronaca, il tipo è anche sardo. Per dire eh..
Mi rimangono quindi le ore da cameriere "Da Pasquale" che però sono pochine per poterci permettere di portare qualcosa in avanti, e l'obiettivo, ora come ora, è di conservarci tanti soldi.
Magari più avanti spiegheremo anche il perché, ma non qua e non ora.
In conclusione
Un grandissimo saluto a Paolo e Ilaria, scrivo io, ma penso di poter parlare anche a nome di Fra nel ringraziarli tantissimo per tutte le volte che ci hanno spiegato qualcosa, per essere venuti a prenderci il primo giorno quando non capivamo nemmeno dove accidenti fossimo, per le (poche, purtroppo) uscite per Melbourne, per i pranzi e le cene e le pizzate assieme.
Ci rivedremo in Italia, prima o poi.
E' passato esattamente un mese dal nostro arrivo ed è quindi doveroso fare un resoconto...
La prima settimana richiede assolutamente riposo e tempo per far ambientare il cervello. Però se come noi si ha fretta di sistemarci ( la pressione è data dalla necessità di avere i propri spazi, un bagno e un letto comodo ma sopratutto dal forte peso economico causato dal mangiare in giro e dormire in un ostello), allora tutto sommato non risulta così poco produttiva. Nella prima settimana infatti abbiamo:
trovato casa e firmato un contratto d'affitto di 4 mesi;
comprato le sim per il tablet e i cellulari per poter comunicare tra di noi e rispondere ad annunci di lavoro;
aperto il conto in banca per spostarci i soldi ma anche perchè qualsiasi cosa si faccia, chiedono il numero del conto;
comprato il ''Myki'' ossia la card che permette di viaggiare su bus e metro e quindi caricata per una settimana;
fatta la prima (grande) spesa di alimentari ma anche di oggetti super utili come: phon, adattatori per prese italiane, biancheria da letto, bagno etc.
La seconda settimana invece è servita per iniziare a cercare lavoro: iscrizioni a 1000 siti internet, curricula portati ovunque, chiamate varie... Per fortuna Gabry ha trovato un lavoretto, ossia lavare macchine all'autolavaggio. Questo ci ha permesso di respirare un po' perchè tra affitto, mezzi di trasporto, spese varie, i soldi volano in un attimo. Il titolare ha chiesto se volesse lo stipendio senza o con le tasse. Senza le tasse significa prendere di più ovviamente. Con le tasse invece si guadagna meno, ma d'altra parte conviene in quanto il governo australiano le restituisce totalmente o quasi. Una parte si può richiedere già a giugno. L'altra invece solamente quando si lascia l'Australia.
Io fino ad ora ho fatto solamente una prova in un ristorante come cameriera e una come lavapiatti in un altro. Un po' demoralizzata, lo ammetto, ma d'altronde sono passati solo 15 giorni!
Nella terza settimana invece ci siamo concessi anche un po' di turismo girovagando per la città... Abbiamo visto tante cose ma più si gira più ci si rende conto di quanto sia grande Melbourne e di quante cose si possano vedere! L'Eureka Tower è stata lo cosa più bella che ho visto fino ad ora a Melbourne. E' un grattacielo di 91 piani ma siamo saliti ''solo'' fino all' 88esimo. Siamo andati verso le 16:00 e siamo stati furbi perchè anziché pagare il doppio ingresso (notturno e diurno), ci siamo visti di fila: luce, tramonto e buio. La vista è spettacolare; si vede la città da ogni parte e non si vede la fine, l'estensione è pazzesca.
E' difficile darsi un ordine nel girare la città perchè andando verso qualcosa, se ne vedono 1000 su cui ci si vuol soffermare. Allora abbiamo deciso di farci un piccolo giro con il tram turistico gratuito, che abbiamo preso davanti al parlamento. Un giorno entreremo a vedere anche questo, se è possibile l'ingresso. ci siamo poi diretti verso ''The Shrine of Remembrance'' ma la giornata è diventata più ventosa, il sole si è nascosto e il freddo ha iniziato a farsi sentire. Abbiamo visitato il tempio commemorativo dei caduti della seconda guerra mondiale e fotografato la city da una prospettiva ancora diversa.
Un'altra cosa che ci ha lasciati a bocca aperta è la biblioteca; infinite sale colme di libri di ogni tipo, stanzini dedicati alla lettura, al gioco, all'ascolto della musica, allo studio... Un'organizzazione pazzesca dello spazio e sopratutto un edificio bellissimo che invoglia alla lettura ma anche al silenzio e alla ricerca del libro perfetto per il momento. Insomma ci si può entrare sia da turisti ( oltre alle bellissime sale da fotografare la biblioteca offre diverse mostre all'interno) che da lettori, studenti o chiunque si voglia. Per non parlare delle postazioni computer, di quelle per ricercare un libro e via dicendo... Insomma fantastica! Quella in foto è la sala studio, circondata da balconi stracolmi di libri con un'enorme cupola centrale. Continuando a passeggiare nelle enormi strade del centro, ci siamo imbattuti però anche in piccoli e particolari vicoli multicolore oppure in una delle vie della China Town di Melbourne, inutile dire che tipologia di locali ci fossero!
In ogni caso, la piccola gita nelle strade di Melbourne, non è stata altro che uno sguardo velocissimo che non ha fatto che incuriosirci ulteriormente...
La quarta settimana, ovvero quella passata, c'è stato l'ANZAC day, ossia la giornata che ricorda i caduti in guerra. Abbiamo deciso di fare una grigliata in un barbecue pubblico nel parco di Alphington, che è un sobborgo equidistante da noi e Paolo. Un parco enorme e bellissimo, con i campi da Football australiano, i tavoli e i barbecue appunto, e poi dall'altro lato un piccolo bosco con il lago. Questo parco è l'ennesima dimostrazione che Melbourne è piena di uccelli particolari che mi piacciono un sacco: in ogni albero si vedevano diversi pappagalli, Magpie (nero e bianco) e Noisy Miner (quello col becco giallo) ..
La settimana scorsa per fortuna si è iniziato a smuovere qualcosa nel lavoro. Gabry prosegue le sue giornatine all'autolavaggio e io ho qualche barlume di speranza. Ho fatto una prova in un ristorante che si chiama ''Da Pasquale'', ma non sono stata richiamata. Ne ho fatta un'altra sempre da cameriera in un ristorante in centro, ma stendiamo un velo pietoso in quanto la mia inesperienza è emersa tutta davanti al ristoratore, al locale e ai sui dipendenti, ossia davanti a un ristorante ''in'' che sicuramente è ben distante dalle mie capacità di apparecchiare un tavolo o servire il vino. Ma non importa, è tutta esperienza!! Poi... Forse riesco a ottenere tre giorni da lavapiatti in una pizzeria che si chiama ''Pizzami'' e sono stata contattata da VASKO RESTAURANT per fare due sabati. Dopo aver fatto una selezione naturale dei locali in cui posso lavorare, non mi resta che continuare a mandare CV...
La quinta settimana...
Le cose migliorano. Gabry dopo una prova come cameriere ''Da Pasquale'' è stato chiamato per fare 3 giorni. Tra una decina di giorni invece inizierà da ''VASKO'' come lavapiatti le mattine e io invece lunedì 5 ho una prova e poi lavoro da ''POMODORO SARDO''.. Speriamo bene!!
Riassumendo - COSE DA FARE
Lanciarsi verso qualsiasi opportunità lavorativa anche se pensi di non essere in grado ( male che vada ti dicono di no!!!)
Portare il curriculum OVUNQUE
Non sottovalutare le proprie capacità ma ovviamente nemmeno portarle all'estremo (ok che al massimo non ti assumono, ma se qualche figuraccia si può evitare è meglio XD)
Costruire il proprio curriculum in base alla necessità (esperienze da lavapiatti, cameriere, baby sitter, commessa) .. Questo non si dovrebbe fare, ma quando i soldi non bastano, l'istinto porta a tutto!!! :)
Considerare You Tube come magnifica fonte di insegnamento ( imparare a portare 3 piatti, imparare a usare la macchina del caffè del bar, apparecchiare i tavoli... etc...)
E mi trovo proprio nella nuova casetta... Il quartiere ricorda molto quelli americani!
Perlopiù villette singole, su un unico livello, con il proprio giardinetto e posto auto.
Il verde non manca e gli alberi sono abitati da tantissimi e bellissimi uccellini.
Oppure: la notte passeggiare nella strada è un incubo, è la speranza di non confrontarsi faccia a faccia con i pipistrelli!! Svolazzano da un albero all'altro appendendosi ai rami e incutono un sentimento che si trova nel mezzo tra lo schifo e la paura.
Comunque...
La nostra casetta
ha due camere da letto, un salottino, una cucina, un bagno (con solo water), un altro bagno (con vasca e lavandino), una ''lavanderia'' con doccia, lavabo, lavatrice, stendino e poi un mini giardino con i fili per stendere. E il garage, che in effetti non usiamo.
Momentaneamente in attesa che una coppia di canadesi lasci la casa, dormiamo nel divano letto in soggiorno, ma va più che bene dopo l'esperienza in ostello.
I coinquilini sono tranquilli, silenziosi e tutto sommato ordinati. La pulizia è un po' un argomento a sé... Apparentemente puliti e accorti, (lavano sempre i piatti, i bagni sono sempre come intaccati, non c'è nulla fuori posto) si rovinano con cose tipo: l'inesistenza di spazzolone e straccio per lavare per terra, per spolverare o simili. Boooooh
Noi siamo quelli che sicuramente frequentano di più la cucina. Gli altri sembrano un po' fantasmi. I canadesi non li ho mai visti con una pentola tra le mani e tanto meno seduti a tavola a mangiare. I bangladesi cucinano una volta alla settimana in quantità industriali ed evidentemente si cibano in camera da letto. Insomma, sembra di vivere da soli!
Vorrei tranquillizzare il mondo dicendo che non abbiamo ancora avuto l'onore di incontrare ragni, insetti strani, esseri spregevoli e giganti dentro casa.
NON VIVIAMO NEL DESERTO, NON VIVIAMO IN CAMPAGNA, NON ABBIAMO BISOGNO DI BEAR GRYLLS!!! Come in qualsiasi posto, in giardino ci sono le formichine, le api, le mosche e bellissime farfalle.
Andando più sul concreto, questa casetta, che si trova a 15 minuti di metro dal centro di Melbourne, sta nel sobborgo di FAIRFIELD, per esattezza in 1/34 Sparks Avenue !!
Una stanza doppia come quella che sarà la nostra, ci viene a costare 170 $ AUD a settimana in totale. Quindi un mensile di 680 AUD che corrispondono a 460 €.
Per quanto riguarda la caparra, ci sono stati chiesti 600 $ che ci verranno restituiti al termine del contratto, nel nostro caso il 6 agosto.
Il cielo a Melbourne al nostro arrivo è coperto. Cerco di scrutare qualche luce, ma si inizia a vedere qualcosa solo quando l’aereo è già basso, e comunque Melbourne è davanti a noi, quindi l’unico a vedere davvero qualcosa è il pilota. L’atterraggio è tranquillo, nessuno scossone, nessuna spramma né cagotto.. e bravo il pilota arabo. Salutiamo le hostess ed entriamo direttamente in un lungo corridoio che ci porta all’interno dell’aeroporto internazionale di Tullamarine. Attraversiamo la zona duty free e veniamo smistati tra cittadini australiani e neo-zelandesi e resto del mondo. Noi e il resto del mondo ci incamminiamo verso la nostra dogana, aspettandoci qualche scena alla airport security. Nel dubbio evito di fare qualsiasi cosa, mi tengo stretto in mano il foglio che mi hanno dato sull’aereo da compilare. Esauritosi il flusso di australiani e neozelandesi, il resto del resto del mondo viene fatto confluire dove prima c’era l’altra fila. In attesa, guardo gli altri e cerco di capire se ci viene richiesto qualcosa in particolare e quando tocca a me so già bene cosa fare, consegno il passaporto all’addetto che mi chiede numi sull’assenza dell’indirizzo nel foglio d’ingresso in Australia. Gli spiego che devo andare a dormire in un ostello in centro e che non so l’indirizzo. Stessa domanda fanno a Fra che dice che deve andare a dormire dal fratello. Ci lasciano passare senza fare tante domande, prendiamo le borse, le mettiamo sul carrello (che qua è gratis, a Fiumicino ci hanno spillato 2 euro) e andiamo verso il secondo checkpoint. Ricontrollano tutto quanto e ci fanno ripassare. Tre metri dopo il secondo controllo ci ferma un’altra guardia che ci chiede nuovamente questo benedetto biglietto, vede che siamo italiani e ci chiede se abbiamo qualche cibo (prevenuto -.-). Il tipo si tiene il biglietto e ci manda via. Attraversiamo una porta scorrevole e ci ritroviamo finalmente al di fuori della zona di controllo. L’uscita dell’aeroporto è un po burdixedda, prendiamo due biglietti del bus da Tullamarine sino alla centralissima Southern Cross Station, spacchettiamo gli zaini e ci dirigiamo verso i bus. L’autista si fa 20km in contromano sino alla stazione (ihih) e appena prima di inoltrarci nel sottopassaggio che ci conduce sino alla destinazione ci appare lo skyline notturno di Melbourne. Scesi dal bus, cerchiamo di capire dove dirigerci e cerchiamo anche di contattare Paolo, del quale non sappiamo ancora nulla, né se è a conoscenza del fatto che siamo già a Southern Cross, né se è in giro da qualche parte, né se sta venendo a prenderci. Ci sediamo un attimo nella sala d’attesa, cerchiamo di capire se c’è qualche rete wifi scroccabile, proviamo con quella dell’Hungry Jack’s (che scopriamo poi essere una specie di Burger King) ma non va un granché. Due ragazze che hanno fatto il viaggio in bus assieme a noi ci chiedono se abbiamo già un ostello dove stare per la notte e se ne vanno poco soddisfatte della risposta. Abbandoniamo la sala d’attesa e ci dirigiamo verso l’uscita, o perlomeno cerchiamo quella che potrebbe essere l’uscita. Ci ritroviamo nel vero e proprio cuore della stazione, con svariate file di binari, anche se la situazione è piuttosto tranquilla vista l’ora (si è fatta quasi mezzanotte). Un ragazzo scavalca con un salto il passamano negli ultimi 4-5 gradini delle scale e viene prontamente redarguito da alcuni agenti che lo inseguono “Excuse me, could you stop, please?” Noi troviamo alcune panchine e ci sediamo in attesa che qualcosa succeda, proviamo a chiamare da un telefono pubblico che però non gradisce la mia scheda, e infine troviamo 2$ in terra che decidiamo di usare per sentire Paolo, ma non abbiamo nemmeno il tempo avvicinarci al telefono che lui appare da lontano in compagnia di Ilaria, una sua coinquilina. Saluti di rito e poi ci rechiamo all’esterno a cercare un taxi. Il primo taxi non carica le nostre borse, dice che non ci stanno. Attraversiamo la strada e prendiamo un tram. Qualche fermata dopo sale una signora sulla 50ina che si accorge del nostra confabulare in italiano e si inserisce nella conversazione. Scopriamo che i genitori sono italiani e col suo italiano incerto, ma comunque efficace, ci suggerisce dove scendere per prendere poi da lì il taxi. Ringraziamo e salutiamo. Troviamo finalmente un taxi, uguale a quello del tipo che ci aveva rifiutato per motivi di spazio, che ci porta sino ad Heidelberg per la modica cifra di 32$. Non abbiamo sonno, ma siamo molto stanchi e alla fine riusciamo a riposare e dormire per alcune ore.
Gli ultimi due giorni prima del volo, servono per salutare i parenti e fare una check-list di ciò che bisogna mettere nello zaino.
ZAINO (peso max 23 kg Alitalia, 30 kg Qatar)
Abbiamo intelligentemente optato per mettere l’abbigliamento sottovuoto; diversamente non ci sarebbe stata nemmeno la metà della roba. Nella parte più bassa abbiamo messo le scarpe, subito sopra la roba estiva e in cima quella invernale; nelle tasche esterne le cose più piccole e meno fragili (per esempio l’abbigliamento intimo). Bisogna sicuramente ricordarsi le ciabatte, il pigiama, della roba da casa, il costume da bagno (non si sa mai dove si andrà), un accappatoio o asciugamano (consigliabile in microfibra date le dimensioni).
BAGAGLIO A MANO (peso max 7 kg Qatar)
Indispensabile.
In queste due borse consigliamo di mettere tutto ciò che di prezioso e fragile abbiamo: PC, Tablet, Cellulari, caricatori, gioielli o simili. Poi ovviamente le cose che pensiamo di usare durante il volo, un beauty con kit di sopravvivenza in assenza di doccia, un cambio per la prima notte (ovunque si vada) per evitare di incasinare lo zaino.
Bisogna poi ricordarsi di fare i check-in dei diversi voli: facilita le cose una volta arrivati in aeroporto. E’ preferibile poi mettere subito i passaporti nella borsa... non si sa mai...
Comunque...
Zii salutati, nonni pure.... arriva il fatidico giorno, quello in cui devi salutare i genitori, ma anche quello dove ti rendi conto che una semplice battuta, diventata poi idea e ancora dopo proposta, è effettivamente trasformata in realtà: partiamo davvero in Australia.
L’aereo per Fiumicino parte alle 10:15. Per sicurezza usciamo da casa alle 8 perchè dobbiamo anche far sigillare con il cellophane gli zaini.
In aeroporto si respira aria di partenza.
Imballiamo gli zaini e li imbarchiamo.
Caffè al bar, ultimo saluto, e si va verso l’imbarco.
Un’ora di volo è solo una passeggiata, è solo l’inizio!!!
A Roma ci aspettano 5 ore di scalo, ma il tempo non passa poi così lentamente: ritiriamo i nostri zaini dai nastri, li carichiamo sul carrello e iniziamo a girare il maestoso aeroporto.
Ci siamo concessi un panino alla Mc, dopotutto non lo facciamo quasi mai!! La prima ora è passata ma ancora c’è un sacco di tempo fino all’imbarco successivo delle 15 e 30. Con il nostro bellissimo carrello costato 2 €, decidiamo di scoprire quanto grande sia l’aeroporto/centro commerciale.
Enorme. Pieno di negozi. Pieno di gente da tutto il mondo. Pieno di aerei che partono. Pieno di tutto.
E’ ora di prendere anche il secondo volo. Adesso si realizza sempre di più ciò che si sta facendo. Mostriamo il biglietto, percorriamo il tunnel, arriviamo dentro l’aereo. Inutile dire che fino ad ora il nostro viaggio si può riassumere con due semplici parole: ‘‘PAGU BESSIUSU’’.
Ogni posto è fornito di un cuscinetto e una copertina imbustati; in ognuno c’è un monitor con: film, musica, giochi, tragitto in tempo reale, esercizi per imparare le lingue, documentari, serie tv, brochure informative su diverse città e paesi.
Nonostante ci sia un sacco di roba da fare, 5 ore 30 minuti rimangono comunque infinite.
Durante tutto il viaggio il personale ci riempie di roba da bere passando in continuazione a offrirci acqua, succhi o anche alcolici. Verso le 18 ora italiana, ci servono la cena; tutto sommato pure buona! Un formaggino Bel Paese, bocconcini di carne, 1/4 di pomodoro e una mozzarella da 1 cm di diametro. Un cioccolatino, burro, un panino minuscolo e acqua in vaschetta (???).
Alle 21 e 30 ora italiana (22:30 in Qatar) siamo arrivati a Doha. Ci ha accolti un umidiccio caldo, per me comunque piacevole in quanto ne sentivo la mancanza!!!
Gli zaini questa volta non dobbiamo prenderli perchè vanno direttamente a Melbourne (si spera). Lo scalo durerà solo due ore perciò andiamo subito a capire dove prendere l’altro volo. Il tempo di collegarci su skype per tranquillizzare chi da casa ci seguiva da FlightRadar per vedere dove finivamo, il tempo di rendersi conto di aver perso il giubbotto e andare a recuperarlo dai tizi baffuti del controllo bagagli, e già ci ritroviamo seduti nel secondo aereo.
GABRY
L’aereo è diverso dal primo, 3 file da 3 posti ciascuna (l’altro era 2-4-2), ed è sicuramente migliore: gli schermi sono più grandi e funzionano anche touch e non solo col telecomando, i film sono recenti e recentissimi (ho appena finito di guardarmi 12 anni schiavo in inglese, mentre Fra ha finito di guardarsi Alice in Wonderland, cominciato nell’aereo precedente.
Comunque.. L’aereo parte puntuale, all’una locale stiamo decollando da Doha, lasciando alle nostre spalle i grattacieli luminescenti che si riflettono sull’acqua del porto e via verso Melbourne.
Oltre ai cuscini e le copertine del primo volo, ci vengono consegnati immediatamente una borsa con dentro un paio di calzini, uno spazzolino, un “paraluce” (non so come si chiamano!) e dei tappini per le orecchie.
Ci viene anche fornito il modulo da compilare per lo sbarco in Australia (“non sono terrorista, non trasporto bombe né droga etc. etc.”)
Ci avvolge subito il buio, attraversiamo lo Yemen e subito dopo è oceano! Nulla da vedere quindi. Ci viene servita la cena (di nuovo) e noi mangiamo (di nuovo). Il cibo era migliore nel primo aereo, tant’è che lasciamo molta roba sul vassoio e comunque non abbiamo tanta fame. Io decido di guardarmi qualche puntata di Big Bang Theory nello schermo, Fra prova a dormire.
Dormo anche io per circa 4-5 ore, un sonno intervallato da momenti di dormiveglia e quando decido di svegliarmi (o meglio quando un’hostess decide di farlo chiedendomi se volessi qualcosa) Fra ancora dorme.
A questo punto siamo già in volo da 7h, ne mancano 6 a Melbourne, decido quindi di guardarmi il film, tenendo sott’occhio il radar per non perdermi il momento di “contatto” (figurato, s’intende e si spera) con la costa australiana.
E alla fine arriva, una lunga costa con un mare che dal blu intenso dirada sino al turchese della battigia e dietro una tavola piatta e rossastra e vuota di qualsivoglia attività umana, se non per qualche strada, lunghe linee gialline che fanno da contrasto al rosso vivo.
Mancano ora 2h e mezza a Melbourne l’aereo viaggia a 556mhp la temperatura esterna è di -58°F, in Italia sono le 10,36, a Doha le 11,36 e a Melbourne le 19,36 e per ora è anche tutto.